politica

Cirio un fuoriclasse, Forza Italia in ottima salute

03 febbraio 2024

Cuneo

Franco Graglia Cuneo - Francesco “Franco” Graglia, 54 anni, è dal 2018 vicepresidente del consiglio regionale. È entrato in politica nel 1995 eletto è diventato assessore comunale a Cervere, dove è poi stato vicesindaco dal 1999 al 2004, e sindaco per dieci anni dal 2004 al 2014. Attualmente è ancora consigliere comunale. È stato consigliere per la Provincia di Cuneo nel gruppo di Forza Italia. Nel 2014 è stato eletto per la prima volta in consiglio regionale nella circoscrizione di Cuneo con 2.820 voti. Nelle elezioni del 2019 è stato rieletto nel parlamentino regionale aumentando i suoi voti a 3.579. Alla guida provinciale di Forza Italia, il 20 gennaio è stato riconfermato all’unanimità coordinatore provinciale.   Ha appena partecipato al trentennale della nascita di Forza Italia a Roma, ma quale è lo stato di salute del partito sul territorio, tra commissariamenti, abbandoni, passaggi degli ultimi anni? La salute è buona, come è sempre stata. Siamo da sempre un partito molto radicato sul territorio forse un po’ sbilanciato in provincia verso Langhe e Roero, ma abbiamo costruito una fitta rete di referenti in tutta la provincia e cercheremo di aumentarli ancora e possiamo contare sul governatore della Regione. C’è fiducia in Forza Italia che è una forza moderata, di centrodestra e la provincia di Cuneo è costituita in gran parte da gente moderata e di centrodestra. Sono fiducioso non solo per il presente ma anche per il futuro: abbiamo lavorato tanto nell’ultimo anno con mille tesserati, tre sedi a Cuneo, Bra e Fossano, ma ce ne saranno altre, e tanta voglia di partecipazione. Non abbiamo mai avuto così tante adesioni di gente che si avvicina o torna in Forza Italia. Ci stiamo strutturando con un gruppo di più di 100 giovani molto attivi e  mi stupiscono le nuove adesioni di giovanissimi per un partito che non è mai stato per i giovani. Anche Azzurro Donna sta funzionando così come il gruppo Seniores. Non so quante altre province possono vantare un organizzazione così. Per questo è stato rieletto a gran voce coordinatore provinciale. Ha dichiararo di avere referenti in 200 comuni su 247 della Granda, ma nei consigli comunali delle sette sorelle siete presenti con un consigliere appena a Cuneo, Alba e Saluzzo e Fossano?  È vero ma avremmo avuto ben più rappresentanza se qualcuno non avesse cambiato casacca. E poi ci sono tanti consiglieri, assessori e sindaci che sono nostri in liste civiche nei piccoli comuni. Chi dice che c’è stata un’emorragia in Forza Italia non dice però il vero. Il coordinatore Paoletti ha scelto di fare un’altra strada, ma lo hanno seguito in pochissimi. Abbiamo sindaci, due consiglieri provinciali, quasi tre (uno non eletto per una manciata di voti), il presidente Cirio e il sottoscritto in consiglio regionale. Da consigliere e vice presidente del consiglio di cosa va fiero in questa legislatura? È stato un mandato difficilissimo tra pandemia, peste suina, alluvione, siccità. Ma vado fiero del fatto che sono stato in mezzo alla gente e cerco di essere utile ai bisogni reali della gente che spesso la politica dimentica. Dopo la mia malattia (157 giorni di ricovero al Santa Croce per una complicata pancreatite acuta con un mese in coma farmacologico, ndr) ho acquisito più sensibilità per l’ascolto della gente, per una presenza concreta.  Che cosa invece non le è piaciuto? Forse nulla anche se so che possiamo avere sbagliato. Ma ripeto sono stati 5 anni duri e amministrare è difficilissimo. Lo chieda ai sindaci che considero non solo sentinelle ma missionari. Non a caso il Governo è stato costretto a eliminare il limite ai mandati: è una cosa che deve far riflettere, ormai c’è poca gente che vuole prendersi impegni con tanti oneri e pochi onori.  Cosa avrebbe voluto fare e non è riuscito? L’esperienza da sindaco mi ha aiutato ad occuparmi di tutto. Seguo quasi 500 pratiche all’anno, che sono le richieste del territorio, e variano in tutti i settori. Non facciamo miracoli, si può sempre fare meglio, ma sono soddisfatto.  Cirio è l’uomo di punta di Forza Italia in Piemonte e non solo, solo mormorii il suo guardare sempre più a Fratelli d’Italia? Alberto è un fuoriclasse, è  un leader. Noi l’abbiamo in casa e ce lo teniamo. Ho un rapporto fraterno e di stima reciproca con lui. Sono solo voci quelle del suo guardare a Fratelli d’Italia. Sono state messe in giro per mettere in difficoltà Forza Italia. È vero però che gli è stato offerto il passaggio, ma non ci ha mai nemmeno pensato. Avrà un ruolo nazionale essendo uno dei governatori più importanti del Paese? Con la morte di Berlusconi stiamo trasformando Forza Italia e diventando un partito vero che si sta organizzando e strutturando in modo diverso. Potrebbe esserci un ruolo importante per lui. Ma sarà lui il candidato alla presidenza del Piemonte? Al 100 % e sarà Cirio bis.  La lista del presidente non rischia di penalizzare soprattutto voi di Forza Italia e di sottrarvi possibili consiglieri, riducendo il vostro “peso” politico nella coalizione?  Non vedo la Lista Cirio come un problema, siamo in coalizione. Il nome credo possa catalizzare dei voti che non andrebbero mai ai partiti di centrodestra ma solo a lui. Cirio è un valore in più, conta per tutti, e il suo nome sarà anche sul simbolo di Forza Italia. Dopo dieci anni di consiglio regionale si ricandida? Sì mi ricandido e sarò capolista. Non è facile dedicare il tempo che ho dedicato, ma ci metto il massimo impegno grazie alla presenza di tante persone: Forza Italia è una famiglia ed è la squadra che conta e fa vincere.  C’è già un’anticipazione della possibile lista cuneese? Non ancora, bisogna capire gli equilibri della coalizione e anche la distribuzione geografica, mancano quattro mesi.
Alberto Cirio Forza Italia Elezioni regionali Franco graglia