
Rosanna Balangero, Paolo Craveri e Bernard Dematteis con i bambini nepalesi
“Quando siamo in mezzo ai bambini della Casa famiglia del Nepal, proviamo una grande gioia. Molti di loro non hanno mai visto né conosciuto degli adulti interessati ai loro problemi, o disposti a giocare. Ci sono bambini che non hanno mai ricevuto una carezza e non hanno mai visto un papà e una mamma tenersi per mano! Tra di noi, è nata una grande, bella amicizia”: sono commossi Rosanna Balangero e Paolo Craveri di Revello, al rientro dalla loro ultima ‘missione’ in Nepal.
Rosanna e Paolo sono i genitori di Cecilia Craveri, morta nel sonno improvvisamente a 20 anni di età. Dopo la morte di Cecilia, è nata “Cecy Onlus” (www.cecyonlus.org), l’associazione che dal 2016 sviluppa diversi progetti di solidarietà.
Cosa provate quando andate a trovare i bambini del Nepal?
“Ogni volta che andiamo in Nepal (e questa è stata la quinta, dal 2017) ci facciamo qualche nuovo amico e ogni volta siamo considerati un po’ meno turisti, e un più persone amiche. Per noi questo è motivo di gioia e soddisfazione”.
Gli obiettivi del vostro ultimo viaggio?
“Molto articolati, per verificare i diversi progetti di ‘Cecy Onlus’: le adozioni a distanza, la conclusione dei lavori di costruzione di una scuola, l’attività e l’ampliamento della casa famiglia. Entrare nelle case dei giovani sostenuti dall’associazione è stata un’esperienza emozionante e toccante, anche per le situazioni incontrate di estrema povertà”.
Nel villaggio di Necha Gahri, raggiunto dopo un difficile e lungo viaggio in fuoristrada, Rosanna e Paolo hanno inaugurato un blocco scolastico di 4 aule e servizi igienici finanziato da ‘Cecy Onlus’, grazie alle persone generose che hanno creduto nel progetto e ad alcune associazioni: “I lavori alla scuola sono terminati a gennaio 2023 e da allora gli amici nepalesi hanno chiesto la possibilità di avere qualche rappresentante dell’associazione per l’inaugurazione, per loro un importante momento di aggregazione e confronto. La cerimonia è stata una grande festa con discorsi, danze tradizionali, abbracci e tantissimo tè nelle diverse preparazioni tipiche locali: nero, al latte, con latte e burro fuso, tibetano (con il sale). Lo scatenato ballo finale, con molti dei 330 ragazzi che frequentano la scuola, è stato per noi il momento più bello! Ci siamo resi conto della povertà di questo territorio, a 2.250 metri di quota, dove la massima ambizione dei giovani è quella di migrare nei Paesi arabi, pur sapendo di andare incontro a probabili sfruttamenti”.
Nel villaggio di Nunthala c’è la ‘Casa famiglia Dil Kumari’, che ospita ragazzi dai 5 ai 17 anni provenienti da situazioni di abbandono e sofferenza. La costruzione della Casa è stata completata nel 2020 da ‘Cecy Onlus’: “In questa comunità abbiamo vissuto momenti stupendi, in un’atmosfera simile a quella di un campo scuola dove ogni giornata finisce con danze, scenette e giochi e dove ogni compito (le pulizie, la preparazione dei pasti, il rifornimento della legna da ardere) è rigorosamente suddiviso tra tutti: anche i più piccoli aiutano apparecchiando e sparecchiando la tavola! Particolarmente suggestiva è stata la cerimonia religiosa buddista per dare l’inizio ai lavori di ampliamento della struttura che consentiranno di aumentare la capacità di accoglienza dagli attuali 30 a 45 posti. Ai ragazzi abbiamo distribuito giacche a vento, tute da ginnastica, berretti, maglioni e pupazzi portati dall’Italia, frutto di una raccolta spontanea di alcune persone. Ringraziamo tutti i donatori che rendono possibile la realizzazione dei progetti di ‘Cecy Onlus’ in Nepal”.
In Nepal avete avvertito la presenza di Cecilia insieme a voi?
“Non necessariamente pensiamo alla nostra Cecilia quando siamo laggiù. Tutti i bambini della Casa famiglia sanno la nostra storia. Le loro storie sono anche storie di dolore: e noi vogliamo
impegnarci al massimo per cambiarle in storie di gioia”.
Madre Letizia, monaca di clausura Romita di Revello, sottolinea: “Conosco bene Rosanna e Paolo. Loro (insieme ad altre persone solidali) sono stati capaci di dare un senso al loro grande dolore creando delle nuove prospettive di vita per i bambini del Nepal: e questa è una cosa meravigliosa, che desta una grande ammirazione! A Rosanna ricordo sempre che loro hanno perso Cecilia, ma hanno guadagnato centinaia di figli in Nepal...”.

La scuola di Necha Gahri