cuneo
Cuneo - La cupola di Santa Chiara è tornata a splendere con i suoi colori, liberata dai danni del tempo e da quelli provocati dai sali delle infiltrazioni e dal guano dei piccioni.
Per il momento la vista degli affreschi rimane in parte nascosta dai tanti ponteggi ancora presenti, ma dal piano più alto del cantiere nell’ex chiesa lo spettacolo è da lasciare senza fiato. Il lavoro delle restauratrici della Lithos srl di Venezia, la ditta incaricata dal Comune di eseguire l’intervento, ha riportato alla luce in tutto il suo splendore uno dei gioielli più belli e delicati della città.
La conclusione del cantiere di restauro e manutenzione è prevista per la fine di gennaio, poi inizieranno i lavori di allestimento funzionale da parte della compagnia Melarancio, a cui l’ex chiesa è stata affidata dal Comune per 25 anni con un innovativo accordo di partenariato pubblico-privato. Lavori che si svolgeranno sotto l’egida della Sovrintendenza per adeguare l’edificio alla sua destinazione di polo culturale ed educativo, luogo di teatro, laboratori e incontro, con apertura al pubblico prevista entro la fine del 2024.


“Ringrazio le restauratrici – ha sottolineato Luca Serale -: con la loro arte hanno ridato alla città un edificio dal grande valore per storia e tradizione”.
L’ex convento delle Clarisse, costruito tra il 1712 e il 1719, è ancora in buona parte occupato dai ponteggi allestiti per il restauro e recupero, tra affreschi, stucchi e decorazioni risalenti alla prima metà del ‘700, raffiguranti santi, putti, angeli e, nella cupola, i Santi Chiara e Francesco.
“Per noi recuperare Santa Chiara significa tutelare e valorizzare un elemento fondamentale del nostro patrimonio culturale – aveva detto in occasione della presentazione del progetto l’assessora alla Cultura, Cristina Clerico - È un intervento che abbiamo seguito e inseguito, adesso si tratta di realizzarlo nel migliore dei modi”.
Partenariato pubblico-privato
La chiesa è oggi di proprietà del Comune e il progetto di recupero dal costo di 570.000 euro è stato finanziato per 455.000 euro dal Fondo per la Cultura e per 114.000 dal Comune.
Santa Chiara è destinata a diventare un polo culturale ed educativo del territorio a partire dalle attività teatrali, nell’ambito di un partenariato speciale pubblico privato che coinvolge Comune e Compagnia Melarancio e che inizialmente riguardava il palazzo Soverini (la “casetta Toselli”), già oggi sede del Melarancio, ed è poi stato esteso a Santa Chiara con un accordo per i prossimi 25 anni. Tra gli obiettivi: teatro per le nuove generazioni, sia per le scuole che per le famiglie, laboratori, fo rmazione e didattica, teatro sociale e di comunità. Nel 2024, al termine dell'intervento di restauro, sono previsti i lavori di funzionalizzazione per la nuova destinazione dell'edificio a luogo di cultura, formazione e incontro, con l'apertura al pubblico prevista entro la fine del 2024.
Luogo culturale di comunità
Nel frattempo prosegue il percorso di racolta di suggestioni e proposte per creare un luogo culturale di comunità nell’ex chiesa di Santa Chiara. La Compagnia Il Melarancio, che attraverso un partenariato pubblico privato con il Comune di Cuneo sta recuperando l’ex edificio sacro e Hangar (agenzia per le trasformazioni culturali della Regione Piemonte), hanno promosso un percorso aperto al pubblico (Hangar Plus) per confrontare visioni e pensieri e raccogliere le suggestioni e proposte che andranno ad arricchire di senso e sostanza il nuovo spazio che verrà creato.
La cupola di Santa Chiara è tornata al suo splendore – (Fotogallery)
12 dicembre 2023
Cuneo
Cuneo - La cupola di Santa Chiara è tornata a splendere con i suoi colori, liberata dai danni del tempo e da quelli provocati dai sali delle infiltrazioni e dal guano dei piccioni.
Per il momento la vista degli affreschi rimane in parte nascosta dai tanti ponteggi ancora presenti, ma dal piano più alto del cantiere nell’ex chiesa lo spettacolo è da lasciare senza fiato. Il lavoro delle restauratrici della Lithos srl di Venezia, la ditta incaricata dal Comune di eseguire l’intervento, ha riportato alla luce in tutto il suo splendore uno dei gioielli più belli e delicati della città.
La conclusione del cantiere di restauro e manutenzione è prevista per la fine di gennaio, poi inizieranno i lavori di allestimento funzionale da parte della compagnia Melarancio, a cui l’ex chiesa è stata affidata dal Comune per 25 anni con un innovativo accordo di partenariato pubblico-privato. Lavori che si svolgeranno sotto l’egida della Sovrintendenza per adeguare l’edificio alla sua destinazione di polo culturale ed educativo, luogo di teatro, laboratori e incontro, con apertura al pubblico prevista entro la fine del 2024.
Sopralluogo al cantiere
Lo stato dei lavori è stato illustrato lunedì sera nel corso di un sopralluogo nel cantiere, il secondo dopo quello che si era svolto a settembre (https://laguida.it/2023/09/29/santa-chiara-i-lavori-di-restauro-nella-chiesa-settecentesca-tra-affreschi-stucchi-e-decorazioni-fotogallery/), con la presenza degli assessori a Lavori Pubblici e Cultura, Luca Serale e Cristina Clerico, dell’architetto Claudio Ellena e delle restauratrici coinvolte nel cantiere.

“Ringrazio le restauratrici – ha sottolineato Luca Serale -: con la loro arte hanno ridato alla città un edificio dal grande valore per storia e tradizione”.
L’ex convento delle Clarisse, costruito tra il 1712 e il 1719, è ancora in buona parte occupato dai ponteggi allestiti per il restauro e recupero, tra affreschi, stucchi e decorazioni risalenti alla prima metà del ‘700, raffiguranti santi, putti, angeli e, nella cupola, i Santi Chiara e Francesco.
“Per noi recuperare Santa Chiara significa tutelare e valorizzare un elemento fondamentale del nostro patrimonio culturale – aveva detto in occasione della presentazione del progetto l’assessora alla Cultura, Cristina Clerico - È un intervento che abbiamo seguito e inseguito, adesso si tratta di realizzarlo nel migliore dei modi”.
I lavori in corso
Il ciclo di affreschi sulla vita di Santa Chiara ha già ritrovato in gran parte il colore originario grazie al lavoro di ripulitura e alla ricostruzione delle parti mancanti e di quelle rimosse a causa dell’umidità, e ai consolidamenti degli affreschi. Le stratigrafie hanno rivelato la presenza di altri dipinti, ma in accordo con la Sovrintendenza è stato mantenuto lo stato attuale, in quanto non c’era garanzia del risultato di un intervento che sarebbe stato anche particolarmente oneroso. “Stiamo scendendo man mano dai piani più alti - ha spiegato l’architetto Ellena - Tutto il tamburo della cupola è stato completato e sono iniziati i lavori nelle cupole più basse e nei pennacchi dove ci sono altre cromie che saltano fuori. All’inizio della prossima settimana saranno montati i fari per illuminare la cupola e poi si provvederà a smontare ancora due-tre piani di ponteggi per portarci sotto il cornicione e installare l’illuminazione delle cupole e quella diretta sul pavimento”. Con la manutenzione edilizia sono stati sostituiti gli infissi interni e delle gronde per evitare le infiltrazioni che nel corso degli anni hanno creato tanti problemi fino ad arrivare alla chiusura dell’edificio. La prossima settimana è prevista anche la riapertura dell’accesso originario del sottotetto della chiesa e in seguito sarà effettuato l’adeguamento dell’impianto elettrico, mentre sulla facciata esterna saranno necessarie ulteriori analisi e interventi per evitare degrado e infiltrazioni.
Partenariato pubblico-privato
La chiesa è oggi di proprietà del Comune e il progetto di recupero dal costo di 570.000 euro è stato finanziato per 455.000 euro dal Fondo per la Cultura e per 114.000 dal Comune.
Santa Chiara è destinata a diventare un polo culturale ed educativo del territorio a partire dalle attività teatrali, nell’ambito di un partenariato speciale pubblico privato che coinvolge Comune e Compagnia Melarancio e che inizialmente riguardava il palazzo Soverini (la “casetta Toselli”), già oggi sede del Melarancio, ed è poi stato esteso a Santa Chiara con un accordo per i prossimi 25 anni. Tra gli obiettivi: teatro per le nuove generazioni, sia per le scuole che per le famiglie, laboratori, fo rmazione e didattica, teatro sociale e di comunità. Nel 2024, al termine dell'intervento di restauro, sono previsti i lavori di funzionalizzazione per la nuova destinazione dell'edificio a luogo di cultura, formazione e incontro, con l'apertura al pubblico prevista entro la fine del 2024.
Luogo culturale di comunità
Nel frattempo prosegue il percorso di racolta di suggestioni e proposte per creare un luogo culturale di comunità nell’ex chiesa di Santa Chiara. La Compagnia Il Melarancio, che attraverso un partenariato pubblico privato con il Comune di Cuneo sta recuperando l’ex edificio sacro e Hangar (agenzia per le trasformazioni culturali della Regione Piemonte), hanno promosso un percorso aperto al pubblico (Hangar Plus) per confrontare visioni e pensieri e raccogliere le suggestioni e proposte che andranno ad arricchire di senso e sostanza il nuovo spazio che verrà creato.