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Mercoledì 24 aprile 2024

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Aggressioni in carcere a Cuneo, denuncia e appello dal sindacato

Un nuovo episodio, l'ennesimo secondo quanto richiama Uilpa Polizia Penitenziaria Cuneo: "Deve scapparci il morto perché qualcuno faccia qualcosa?"

La Guida - Aggressioni in carcere a Cuneo, denuncia e appello dal sindacato

Cuneo – Una forte denuncia sulla situazione del carcere di Cuneo, per una nuova aggressione al personale della struttura, denunciata da rappresentanti sindacali. Ecco quanto diffuso oggi (giovedì 6 dicembre) da Diego Bottin, referente locale di Uilpa Polizia Penitenziaria Cuneo.
“Ancora aggressioni al carcere di Cuneo, un poliziotto penitenziario riceve un pugno da un detenuto tra mento e collo ed è obbligato alle cure del locale nosocomio, e obbligato a mettere il collare. Un’aggressione gratuita dove il poliziotto aveva solamente invitato il ristretto a rientrare in cella. Lo stesso detenuto si ripete: alcuni poliziotti cercano di mediare con il detenuto, ma di tutta risposta il ristretto di origine marocchina prima spacca alcuni armadietti in dotazione alla cella e, nel riportare alla calma l’esagitato ed intervenendo professionalmente, altri due poliziotti penitenziari si fanno male, uno alla schiena cadendo a terra e l’altro alla spalla, portati anche loro all’ospedale per le cure del caso. A tutti i tre i poliziotti penitenziari vengono dati 15 giorni ciascuno di prognosi”.
Bottin, a nome del sindacato, incalza: “Stiamo perdendo uomini a forza di aggressioni visti i recenti accadimenti non solo quello di ieri sera e nessuno interviene. Siamo abbandonati! Chiediamo ai vertici del ministero che ci venga dato l’uso del taser come per le altre forze dell’ordine. Siamo stanchi di questa situazione. Che cosa dobbiamo aspettare, che si arrivi al morto? Troppe le aggressioni in danno di operatori penitenziari e il poliziotto inevitabilmente è esposto a fattori di rischio senza concreta possibilità di poter difendere la propria incolumità fisica”.
E ancora un attacco e un appello: “Noi con ci stiamo più a questa guerra al massacro verso la Polizia Penitenziaria, accusata di essere il male di tutto il sistema carcere, quando è provato che la mancanza di sinergia tra chi è deputato a garantire le esigenze di sicurezza, rispetto a quei detenuti che hanno la necessità di cure sanitarie e la necessità di una vigilanza particolare, in strutture non idonee, sta innalzando pericolosamente il livello di aggressioni verso chi nelle trincee penitenziarie, con il rischio che, di questo passo, potrebbe scapparci addirittura il morto”.
L’appello a istituzioni e società civile: “Non lasciateci soli! Dove siete? Abbiamo bisogno di personale e sottoufficiali. Invitiamo il provveditore a un incontro urgente, ma non solo, invitiamo anche il sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro. E ai cittadini: aiutateci a dire basta anche voi a questo stato di cose, aiutateci a difendere chi ogni giorno, sulla propria pelle, difende la nostra comunità, per vivere con maggiore sicurezza in una migliore civiltà collettiva sociale”.

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