cuneo

Emma e il gruppo di giovani amanti dei libri “Semplicemente lettori”

13 novembre 2023

Cuneo

Emma Siciliano Emma Siciliano è una studentessa di 17 anni del Liceo Artistico “Ego Bianchi”, grande appassionata di libri, teatro e musica. Dal 2020, fa parte del gruppo di lettura “Semplicemente lettori” della Biblioteca Civica cuneese e, insieme ad altri compagni, si confronta su libri e ampi temi e prepara alcune interviste per gli autori di Scrittorincittà. Tuttavia, il suo amore per i libri va al di là di questi impegni ed incontri sociali: leggere le ha permesso anche di creare una sorta di spazio lontanto dai dispiaceri, e di imparare a conoscersi, crescendo e migliorando per sé.  Che cos’è “Semplicemente lettori” e come collabora con Scrittorincittà? Si tratta di un gruppo di lettura, costituito da ragazzi di 14-18 anni, il cui nome deriva dal romanzo “Semplice la felicità” di Jean Francois Sénéchal, che abbiamo intervistato per l’edizione del 2021 di Scrittorincittà. In poco tempo, siamo cresciuti di numero, passando da tre a dieci componenti. Duante l’anno, ci confrontiamo su libri, cinema e temi attuali, come inclusione, immigrazione e guerra. Da settembre, invece, prepariamo le interviste per gli autori di Scrittorincittà: ci è assegnato un libro da leggere, ci informiamo su tema ed autore e ci incontriamo una volta a settimana, mettendo a fuoco che cosa ci è piaciuto di più e quali siano le domande immediate, per poi rivederle con calma a casa e scrivere una scaletta. Al termine di tutti gli incontri, in base a chi ha più dimestichezza ed è più appassionato, scegliamo le persone che saliranno sul palco per l’evento. Tutto questo lavoro, purtroppo, il pubblico raramente lo nota: si sofferma piuttosto su chi presenta il libro e l’autore, chi lo intervista e, spesso, viene agli incontri senza avere letto il romanzo e noi ce ne accorgiamo nel momento finale, dedicato alle domande.  Per lei, questo gruppo di lettura ha un significato particolare? Sin dalla scuola elementare, sono stata presa di mira dai compagni di classe, perché ero brava a scuola e, purtroppo, questi episodi sono continuati negli anni e ci sono tutt’ora.“Semplicemente lettori”, invece, è qualcosa di bello: rappresenta il mio porto sicuro, un posto fisico e mentale dove posso confrontarmi con coetanei che hanno i miei stessi interessi e passioni e sono consapevole di quanto tutto ciò sia raro e prezioso perché, di solito, agli adolescenti non piace leggere. Libri che l’hanno aiutata a crescere? Il mio rapporto con i libri è nato quando ancora non sapevo leggere: mia madre, Loredana Bertolotto, che fa pare dell’Associazione ABL (Amici delle Biblioteche e della Lettura), leggeva i libri ad alta voce, per me ed i miei fratelli. Crescendo, mi sono molto affezionata alla saga di “Harry Potter”: sono i primi libri che ho letto in autonomia e li preferirò sempre ai film. In prima media, per mia scelta, ho letto “Il ritratto di Dorian Gray”: mi affascinava quel personaggio controverso e soprattutto l’autore; infatti, ero così appassionata di Oscar Wilde che, per la mia cresima, ho realizzato a mano 400 segnalibri con gli aforismi di Wilde, da dare agli invitati come bigliettini ricordo. Negli ultimi anni, invece, mi hanno appassionata e mi sono stati utili, perché mi hanno fatta crescere, le saghe di “Tenebre e ossa” e “Sei di corvi”: ci sono personaggi della mia età, a volte reietti, orfani e schiavi con una vita difficile, che vivono in un mondo post-apocalittico, immerso nella magia, e che si fanno forza l’un l’altro, creando un bel gruppo. Insieme, rappresentano il bene che sconfigge il male e, in quel momento della mia esistenza, mi serviva proprio una storia così, che mi facesse pensare alla luce che allontana le tenebre.   Nel 2019, il cantautore Daniele Silvestri ha composto “Argentovivo”, una canzone in cui il protagonista si sente ingabbiato in una vita che non percepisce come propria. Ritieni che i libri siano la chiave per uscire da questa gabbia? Sì, conosco questa canzone e sono d’accordo. Ho sempre faticato ad interagire con i miei coetanei, così, non potendo fare amicizia con loro, ho creato una corazza tutta mia e mi sono concentrata sullo studio. Sono stata e vengo tutt’ora derisa per questo, ma studiare mi dà una grande soddisfazione e, se le altre persone non mi fanno stare bene, io ho il dovere di prendermi cura di me stessa. Questo ho iniziato a capirlo in quinta elementare quando, a causa di tutte queste difficoltà nel fare amicizia, mi sono buttata sui libri, che sono diventati il mondo in cui riuscivo a vivere. Oggi, per me, i libri sono fondamentali e la mia camera ne è piena: se a scuola sono a disagio, ho comunque il mio mondo fantasy in cui rifugiarmi.
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