Come i due precedenti libri Mythos and Heroes, questa storia è una rivisitazione dei miti e delle leggende dell’antica Grecia. A scriverla un grande autore che conosce l’antichità come pochi, e ogni pagina trasuda arguzia, umorismo e fascino e rende la lettura un piacere. Perché Fry cattura perfettamente la tragedia di ogni atto e di ogni personaggio con notevole sensibilità al pathos, all’umorismo e alle lezioni della storia o almeno a quelle che dovrebbe insegnarci. Inoltre, è scritto con un’attenta attenzione ai dettagli e preoccupazione per l’accuratezza. L’Iliade non è la storia completa di Troia, né di tutta la guerra greca contro Troia; è il racconto di un singolo episodio e della sua risoluzione con il ritorno in guerra di Achille. Il racconto di Fry su Troia ha una portata molto più ampia perché inizia con la fondazione originaria di Troia e ne copre l’intera storia. Ci porta dalla sua prima distruzione da parte di Eracle, dalla sua ascesa alla ribalta e alla prosperità, fino alla sua distruzione finale che è avvenuta per mano dell’armata greca combinata, che è venuta a chiedere una ricompensa per il furto di Elena di Troia. Pur essendo una storia di violenza, uccisione, stupro, morte, inganni e sofferenza, Fry infonde nella scrittura un umorismo unico che riesce a trovare con un profondo senso, pathos e intensità. Un tema frequente è quello del destino e dell’inevitabile sofferenza umana che nasce come risultato delle azioni degli dei volubili ed egoisti, o delle azioni degli antenati. Forze che sono al di fuori del controllo degli stessi attori umani. Come a dire la sofferenza spesso non è colpa di chi la patisce. E i personaggi di ieri raccontano anche un po’ l’oggi.
Troia
di Stephen Fry
Salani
euro 19,90