L’analisi della situazione effettuata da Coldiretti elenca anche i principali punti di debolezza del sistema irriguo provinciale.
Clima, corsi d’acqua e stoccaggio
La Provincia di Cuneo si caratterizza per la presenza di corsi d’acqua a regime idrologico nivo-pluviale o pluviale, con concentrazione del deflusso in primavera e autunno e minimi in estate, quando è massima le necessità irrigua.
Non si ha presenza di ghiacciai, di grandi laghi o di bacini di accumulo, fatta eccezione per il complesso Rovina/Piastra/Chiotas e per il lago di Pontechianale realizzati per l’utilizzo idroelettrico e ai quali si ricorrere con crescente frequenza per far fronte a situazioni di emergenza.
I contributi dovuti alle piogge e allo scioglimento delle nevi in larga parte defluiscono senza che vi sia la possibilità di preservarle per i momenti di massima esigenza irrigua.
Frammentazione delle proprietà
La dimensione aziendale mediamente piccola, il mosaico degli appezzamenti (spesso non accorpati tra loro per proprietà/conduzione), l’elevato grado di infrastrutturazione del territorio, la morfologia dei luoghi, l’elevata presenza di aziende che fanno ricorso, in tutto o in parte, all’affitto dei terreni, sono fattori che rendono spesso difficile il ricorso a tecniche irrigue efficienti, alternative allo scorrimento.
Si spiega così la difficoltà per le grandi colture irrigue di abbandonare la tradizionale tecnica irrigua a scorrimento e ricorrere a mezzi alternativi quali pivot, ali mobili o rotoloni.
Enti irrigui e storia del territorio
Gli oltre 300 consorzi irrigui di I grado presenti sul territorio provinciale, spesso di antica costituzione, sono nati nel tempo allo scopo di soddisfare i fabbisogni irrigui di realtà territoriali diverse e articolate. A seguito del riordino irriguo attuato dalla Regione con la LR 21/99, tali enti sono confluiti nei 18 Consorzi irrigui di II grado presenti in provincia, mantenendo di fatto autonomia decisionale, economica, operativa e la titolarietà delle concessioni.
I fattori che ostacolano un reale processo, se non di fusione, almeno di reale aggregazione, sono molteplici, dal timore di perdita di diritti al desiderio di mantenere l’autonomia decisionale fino al timore di un aggravio dei costi di gestione). Di fatto la frammentazione delle concessioni rende impossibile una riorganizzazione capace di considerare anche i cambiamenti che nel tempo sono avvenuti nell’uso del suolo.
Sistemi irrigui
L’efficienza dei sistemi irrigui dipende da tre fattori: efficienza della rete consortile di consegna (perdite dovute ad infiltrazione lungo i canali); efficienza della rete aziendale (perdite dovute ad infiltrazione lungo le adacquatrici aziendali); efficienza delle tecniche irrigue (applicazione a livello aziendale di tecniche irrigue efficienti).
In Provincia di Cuneo la rete irrigua consortile ed aziendale è ancora in buona parte rappresentata da “canali in terra” dove le perdite per infiltrazione possono risultare elevatissime e, vale la pena ricordarlo, prevalenti rispetto alle “economie” che potrebbero derivare dall’adozione di tecniche alternative allo scorrimento superficiale.
Un utilizzo più efficiente dell’acqua a livello aziendale dovrebbe comportare il passaggio da un sistema basato in netta prevalenza sulla turnazione (si irriga durante il proprio turno con l’acqua messa a disposizione) ad un sistema alla domanda (si irriga quando necessario, utilizzando appositi sensori/strumenti di rilevazione dell’umidità del terreno, nella quantità utile per massimizzare le rese produttive). Un cambiamento di questo tipo richiede di disporre di acqua in pressione e una riorganizzazione complessiva del sistema irriguo, obiettivi oggi non perseguibili con l’attuale strutturazione.