cuneo

“Essere amici, non volontari, io ho bisogno di te e tu di me”

13 novembre 2022

Cuneo

Busca - “L’amicizia funziona così, se c’è bisogno ci si aiuta”. La storia di Mario Collino, conosciuto anche come “Prezzemolo” e di sua moglie Ombretta Audisio è quella di una vita spesa per gli altri, ad aiutare, a sostenere, ad ascoltare. Un’avventura arricchente, ma anche impegnativa che è iniziata nel 1967 all’Istituto Stella Mattutina di Cuneo, centro che allora ospitava una scuola specializzata per ragazzi e ragazze con handicap. “Noi andavamo semplicemente a giocare con loro la domenica pomeriggio, poi abbiamo iniziato ad andare anche il giovedì”  racconta Mario. Al suo fianco, sempre presente, la moglie Ombretta, colonna portante della famiglia e sostegno fondamentale per Mario, “Mi dice sempre che sono il suo martirio” dice  lui sorridendo. Tra il 1974 e il 1975 questo impegno si è spostato fuori dalle mura della struttura e la famiglia ha aderito al Movimento Fede e Luce di Jean Vanier. “Non si è mai trattato di volontariato, perchè non avevamo orari, nè obblighi - sottolinea -. Eravamo amici che si ritrovano in gruppi che comprendevano anche le famiglie e i ragazzi con disabilità per organizzare attività, uscite, iniziative. A volte poteva succedere che una famiglia avesse dei problemi con il figlio disabile e allora qualcuno di noi andava a prenderlo e sollevava i genitori per qualche ora. La situazione che queste famiglie, non solo i genitori, ma anche i fratelli e le sorelle, si trovano a vivere non è facile, ci sono sofferenze, disagi. Noi cercavamo di sottrarre queste famiglie all’isolamento, di essere loro vicino per fargli capire che quello che alcuni di loro consideravano un problema poteva anche essere una fonte di ricchezza”. Un rapporto continuo, il fine settimana, la sera, la notte. Il sabato pomeriggio le famiglie aderenti al Movimento, che di anno in anno sono aumentate, si ritrovavano all’Asilo cattolico di Cuneo e poi nei locali dell’ex convitto civico in Palazzo Santa Croce. “Con un vecchio pulmino Volkswagen facevamo il giro a caricare i ragazzi  - ricordano -. Siamo stati i primi a portarli fuori dagli istituti, noi non uscivamo in fila come facevano in istituto, giravamo per Cuneo, animavamo le letture del Vangelo, andavamo al cinema, al circo, a prendere il gelato, organizzavamo una festa al mese, i campeggi, tutte attività pagate attraverso donazioni e lavoretti”. Una vera scuola di autonomia per molti ragazzi, ma anche per alcune famiglie.  “E’ stata un’esperienza straordinaria - spiegano -. Abbiamo anche partecipato a una gara di presepi coinvolgendo i ragazzi nella realizzazione delle statuine di legno. E’ stata una scuola per tutti, i genitori si sono accorti che i loro figli potevano mangiare e vestirsi da soli, che potevano essere autonomi, ma è stato arricchente anche per noi perché vederli vincere queste piccole sfide è stato prezioso, ci ha fatto capire le cose essenziali della vita. Io aiuto te e tu aiuti me”. E in mezzo a tutto questo l’impegno alla Casa dei Ragazzi, nell’Lvia, in parrocchia, il lavoro in fabbrica, due figli, Claudia, Andrea ed Elio un ragazzo disabile adottato quando aveva 16 anni. “Non abbiamo mai avuto un momento di noia -  ridono -. Adesso non facciamo più ufficialmente parte di Fede e Luce, ma continuiamo a stare a fianco di chi è in difficoltà. Lo facciamo perché l’amicizia è una cosa reciproca, tu hai bisogno di me e io di te. A volte basta una telefonata, mantenere un collegamento. Benissimo i centri di ascolto, gli assistenti sociali, ma serve che le istituzioni cambino il mondo del volontariato, non servono solo contributi economici, serve l’amicizia. L’assistenza vera la fai solo se diventi amico”.
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