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Lunedì 26 febbraio 2024

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Don Giuseppe e don Mario sono Beati

L'emozionante cerimonia di domenica 16 ottobre

La Guida - Don Giuseppe e don Mario sono Beati

Boves – Don Giuseppe Bernardi e don Mario Ghibaudo sono Beati. Il giorno tanto atteso dall’intera Diocesi e dalla comunità bovesana è arrivato e i due sacerdoti e martiri sono stati proclamati dal Cardinale Marcello Semeraro prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi. Forte emozione sul volto di tutti i partecipanti alla Cerimonia sin dal momento della lettura del profilo biografico dei Venerabili Servi di Dio.


Successivamente Semeraro ha dato lettura della lettera apostolica con la quale Papa Francesco nominava Beati don Giuseppe e don Mario.
“Giuseppe Bernardi e Mario Ghibaudo nel gravissimo pericolo non abbandonarono il gregge loro affidato ma ad esso, fino all’effusione del sangue, furono vicini con la benedizione di Dio e il conforto”. Lo stesso Francesco poche ore prima, durante l’Angelus in piazza San Pietro, aveva presentato alla folla la figura dei due nuovi Beati, invitando i fedeli ad accogliere la nomina con un lungo applauso.


La gioia della proclamazione è divenuta commozione quando sotto la tensostruttura hanno fatto il loro ingresso le teche contenenti i resti dei due sacerdoti. Significativa, come fu il giorno della traslazione dei corpi presso l’altare nella chiesa di San Bartolomeo, la scelta dei portatori. A condurre don Giuseppe, i parenti e due rappresentanti della comunità di Schondorf. Alla famiglia di don Mario l’onore di trasportare la teca del loro antenato. Simultaneamente è stata esposta al pubblico l’icona realizzata da don Gianluca Busi, parroco di Marzabotto.


Durante l’omelia, il Cardinale Semeraro ha fatto un parallelo fra la prima lettura (Mosè che innalza le braccia per permettere ad Israele di sconfiggere Amalèk) e la figura dei due sacerdoti. “Oggi mi pare di poter assimilare i Beati alle due braccia di Mosè. Braccia innalzate per intercedere in favore della Santa Chiesa di Cuneo. Intercedere non è proprio il compito di ogni sacerdote? Il sacerdote intercedendo porta alla riconciliazione. La missione sacerdotale è una mediazione di intercessione. Il sacerdote intercede non perché è santo o più meritevole ma perché crede nella forza redentrice del Signore a favore di tutti. I due sacerdoti lo fecero attraverso il loro martirio. Aiutavano la gente a mettersi in salvo e nel frattempo assolvevano e benedicevano. Così hanno alzato le mani al cielo come Mosè intercedendo presso Dio”.
Come fatto dal Cardinale Zuppi nell’intervento a Boves lo scorso venerdì, Semeraro ha poi sottolineato come l’intercessione sia compito per tutti gli uomini. “Il cristiano – ha proseguito il Cardinale – non prega mai prima per se stesso ma prega per tutti gli uomini. Una preghiera cattolica, inclusiva e non parziale. Ciascuno di noi ha il compito di intercedere per gli altri attraverso la preghiera. In particolare il dovere di intercedere ricade su chiunque sia posto in un ruolo di responsabilità”. Nel chiudere l’omelia Semeraro ha voluto condividere con i fedeli un’antica preghiera di benedizione. “Vi sia propizia l’intercessione gloriosa dei vostri martiri la cui morte è preziosa agli occhi di Dio”.


Al termine della Celebrazione il parroco di Boves don Bruno Mondino, artefice insieme con l’Associazione don Bernardi e don Ghibaudo di tutto il lavoro di ricerca e di impegno nel cammino di Beatificazione, ha voluto ringraziare il Cardinale, i Vescovi, i tanti sacerdoti intervenuti e tutti coloro che hanno collaborato per la Causa. Un lavoro di squadra che ha trovato particolare concretezza nei mesi che hanno separato l’annuncio dell’avvenuta beatificazione (9 aprile 2022) a quello della cerimonia. In particolare il sacerdote, successivamente ringraziato per la sua determinazione dal Vescovo Piero Delbosco, si è rivolto direttamente a don Giuseppe e don Mario.
“Grazie don Giuseppe e don Mario. Senza la vostra fedeltà a Dio e alla gente, oggi non saremmo qui. Il vostro martirio corona un cammino nel quale avete accolto e coltivato l’amicizia con Dio e non avete esitato a spendere la vostra vita. Vi chiediamo di continuare a sostenere il nostro cammino come avete fatto accompagnandoci nell’esperienza sperimentata in questi anni verso la riconciliazione. Vi chiediamo di farvi portavoce dell’affetto e del ricordo che la comunità ha per i caduti e, insieme a costoro, a fare giungere il grazie ai tanti bovesani che ci hanno tramandato le vostro memorie e che ora sono con voi nella gioia piena del Paradiso”.


Fra i tanti ringraziamenti, significativo quello ai Vescovi Cavallotto e Delbosco, ai familiari dei sacerdoti e di Antonio Vassallo e all’Associazione guidata prima da Dino Cerutti e poi da Piergiorgio Peano. Il ruolo dell’Associazione è stato decisivo in più frangenti. In primis nel recupero della memoria e poi per l’istruzione della causa. “Un impegno – ha detto don Bruno – svolto dai membri con grande responsabilità e dedizione senza risparmio di energia”.


Un impegno che non si ferma con la Beatificazione. Anzi, proprio in un momento di festa per l’intera comunità trova nuova linfa e nuove idee. Come annunciato venerdì 14 ottobre, nasce il premio internazionale “Don Giuseppe Bernardi e Antonio Vassallo: operare per il bene comune”. I due, nel dramma del 19 settembre, seppero preferire il bene della collettività alla salvezza della propria vita. Il premio, che consisterà nella pubblicazione di brevi testi o nell’organizzazione di incontri e conferenze utili per fare conoscere queste esperienze utili alla diffusione della cultura del lavorare insieme per il bene comune, verrà assegnato a coloro che lavorano insieme uniti oltre le convinzioni politiche, religiose e ideologiche operando sui sentieri della pace e del perdono. Il primo riconoscimento verrà assegnato nel 2023, proprio in quel 19 settembre, giorno in cui da oggi, come da lettera apostolica, si potrà celebrare la memoria di don Giuseppe e don Mario.

 

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