cuneo

Liste di attesa, gli annunci della Regione e la quotidianità diversa dei pazienti

21 luglio 2022

Cuneo

Cuneo - Il problema liste di attesa non è risolto e in molti casi peggiora, anche perché le soluzioni offerte dal Cup, centro unico di prenotazioni, che continua a funzionare male, sicuramente non rispondono alle esigenze degli utenti ma alla logica diamo risposte anche senza risolvere disagi e difficoltà. In sostanza si telefona al Cup per una prenotazione che per la logica regionale, può spedirti per una visita ad Asti, Torino se non Novara e Vercelli. E questo nonostante la norma preveda che le prenotazioni debbano stare entro il quadrante (la provincia). Ma passati i 20 giorni di tempo per rispondere alle richieste di tipo “B”, cioè esami e visite da erogare in tempi brevi, il Cup “oscura” le liste di ogni struttura e allarga le soluzioni a tutto il Piemonte, senza possibilità di alternative, se non il privato a pagamento. Il Cup di ogni ospedale ha posti a disposizione differenti a seconda della “cessione” al piano regionale di ogni azienda, che comunque deve tenersi spazi per le proprie “prese in carico” ovvero i posti riservati per i ricoveri programmati e day surgery. E a questo si aggiunge il fatto che spesso i tempi di attesa della risposta del Cup fanno desistere anche i più pazienti. I dati indicati dalla Regione a livello piemontese danno obiettivi raggiunti, ma non dicono come e soprattutto non dicono quali difficoltà stanno trovando i cittadini che si rivolgono a ospedali e Asl per una visita specialistica o un esame diagnostico. Il presidente Alberto Cirio e l’assessore alla sanità Luigi Icardi annunciano che negli ospedali piemontesi procede a gonfie vele il recupero delle liste di attesa. “Obiettivo raggiunto e ampiamente superato sulle liste d’attesa al 30 giugno: da quando è stato avviato il Piano, a marzo 2022, è stato recuperato il 45 per cento dei ricoveri e il 44 per cento delle visite e prestazioni ambulatoriali arretrate”.  L’opposizione al trionfante comunicato stampa di Cirio ribatte chiedendo di conoscere i tempi d’attesa Asl per Asl, i dati delle prestazioni che si stanno incanalando verso il privato, e sapere  davvero le cose come stanno, quante sono le chiamate finalizzate con una prenotazione, non quelle a cui semplicemente si è risposto. “È un po’ come la media dei polli di Trilussa - scrivono Raffaele Gallo, Daniele Valle e Domenico Rossi -: io mangio due polli e tu nessuno, per la media ne abbiamo mangiato uno a testa. Ma tu resti a pancia vuota”. L’obiettivo del piano di Cirio era quello di riallineare i tempi al 2018, con uno stanziamento di 50 milioni a disposizione delle aziende. I dati regionali rilevano che nel periodo marzo-maggio di quest’anno sono stati 14.200 i ricoveri in più rispetto al 2021, a fronte di 31.800 ricoveri in meno nei primi cinque mesi dell’anno scorso rispetto al 2019. Quanto alle visite e alle prestazioni ambulatoriali, nel periodo marzo-giugno di quest’anno sono 92 mila quelle in più rispetto al 2021, a fronte delle 200 mila in meno nei primi sei mesi dell’anno scorso rispetto al 2019. Riguardo ai tempi di attesa per le 42 prestazioni di riferimento del Piano nazionale fornite dalle Aziende sanitarie locali  i dati dei primi sei mesi 2022 registrano una media di 38 giorni, uguale a quella del 2018.  Ma non sembra proprio così almeno per i dati ufficiali dei tempi di attesa all’Ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo. La Regione riporta che per una colonscopia in Piemonte oggi occorrono 41 giorni di attesa, a Cuneo ce ne vogliono 182, 70 giorni per la Regione per una visita oculistica, 182 giorni a Cuneo, 38 giorni per un ecodopller dei vasi, a Cuneo 261 giorni. I dati dunque non coincidono tra quelli forniti dalla Regione e quelli registrati a luglio nei singoli ospedali. A Cuneo rispetto ai mesi passati si sono recuperati in generale diversi giorni o settimane di tempi di attesa per visite ambulatoriali o esami, ma non per tutti gli esami è così: una densitometria ossea lombare prenotata oggi sarà fatta a novembre del 2023 cioè fra 487 giorni: a gennaio scorso ci volevano 50 giorni ad aprile 334 giorni; un campo visivo ad aprile si faceva da un giorno all’altro ora ce ne vogliono 64. Quel che è certo è che le cose, almeno non tutte, sono come vengono descritte. E sul mal funzionamento del Cup sono gli stessi Cirio e Icardi che ammettono: “Abbiamo ereditato un sistema che non ci piace e con molte criticità”. La Regione ha stanziato 3 milioni di euro per potenziare il sistema nella fase pandemica, ed entro settembre verranno caricati anche i privati accreditati e incrementati gli operatori del call center.  “Oramai non si contano più gli annunci in tema di liste di attesa, - replicano a Cirio e Icardi i tre del Pd - che si susseguono mese dopo mese. Vedremo se all’impegno messo nell’annunciare conseguiranno risultati concreti, ma resta davvero difficile comprendere come si possa ridurre i tempi delle prestazioni sanitarie in un quadro dove il numero degli operatori risulta in diminuzione e dove non si fa nessun passo in avanti nella realizzazione dei nuovi ospedali”.
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