Cuneo - Secondo i dati diramati dal Ministero della Salute, in Italia l’incidenza dell’anoressia nervosa è stimata per il sesso femminile in almeno 8 nuovi casi per 100.000 persone in un anno, mentre per il sesso maschile è calcolata in 0,02 e 1,4 nuovi casi ogni 100.000 individui in un anno.
L’incidenza della bulimia nervosa si attesta, invece, in almeno 12 nuovi casi per 100.000 persone in un anno per il genere femminile, e in circa 0,8 nuovi casi per 100.000 individui in un anno per il genere maschile.
Si calcola che nel corso della propria vita lo 0,9% della popolazione femminile di età superiore ai 18 anni sviluppi l’anoressia nervosa e l’1,5% la bulimia nervosa, percentuali che nella popolazione maschile sopra i 18 anni scendono allo 0,3% per l’anoressia e allo 0,5% per la bulimia. Tuttavia, se si considera solo la popolazione femminile tra i 18 ed i 24 anni, i tassi di incidenza sono maggiori, con il 2% delle ragazze che si ammala di anoressia e il 4,5% di bulimia.
Nel nostro Paese, sia per l’anoressia che per la bulimia nervosa la fascia di età di riferimento per la comparsa della patologia è quella tra i 15 ed i 19 anni, con una tendenza ormai inveterata ad un esordio sempre più precoce, in preadolescenza e nell’infanzia, ed un incremento dei casi del 40% nell’ultimo periodo.
In Piemonte, la Regione stima che le persone affette da anoressia nervosa siano circa 20.000 e più di 40.000 quelle colpite da bulimia nervosa, con 431 nuovi casi attesi di anoressia nervosa l’anno, il 30% dei quali richiederà cure intensive ospedaliere.
Per quanto riguarda, invece, la situazione sul nostro territorio, il Centro Disturbi del comportamento alimentare (Dca), afferente il Dipartimento interaziendale di Salute Mentale dell’Asl Cn1 e avente sede in corso Francia 10 a Cuneo, riferisce che nel 2021 le visite ambulatoriali effettuate sono state in totale 913, di cui 421 con diagnosi di anoressia, 59 di bulimia, 96 di Bed (Binge eating disorder), ossia disturbo da alimentazione incontrollata. “Negli altri 337 casi - spiega la dr.ssa Anna Maria Pacilli, responsabile della struttura - sono stati rilevati tratti disfunzionali della condotta alimentare, senza ancora una diagnosi conclamata di Dca, ma con un’elevata probabilità di evoluzione in itinere”.
Sempre nel 2021, le prime visite sono state 63, con 19 pazienti affetti da anoressia, 6 da bulimia e 20 da bed. “Consideriamo, però, - precisa la dr.ssa Pacilli - che questi dati sono parziali, perchè il nostro Centro prende in carico solo persone dai 17 anni in su: preadolescenti e bambini con problemi della condotta alimentare fanno riferimento alla Neuropsichiatria Infantile.
Mentre dai dati nazionali l’incidenza della bulimia risulta maggiore rispetto a quella dell’anoressia, le rilevazioni del nostro Centro attestano una prevalenza dell’anoressia sulla bulimia, forse anche perché l’accesso al nostro servizio avviene di solito su iniziativa del medico di base o della famiglia del paziente, che più facilmente rilevano il calo ponderale di chi soffre di anoressia.
In quest’ultimo periodo abbiamo anche registrato un incremento significativo di casi di bed, disturbo esploso durante il lockdown, quando alcune persone, costrette a stare chiuse in casa e senza la possibilità di praticare attività sportiva, mangiavano in maniera compulsiva. Ma l’alimentazione incontrollata è la porta di accesso all’obesità...
Segnaliamo, poi, una maggior incidenza di Dca nella popolazione maschile: il dato locale, sovrapponibile a quello nazionale, parla di un 1% di casi ogni 100 abitanti. Tanti, tuttavia, non arrivano al nostro servizio perché mascherati da ortoressia o vigoressia, per cui il peso dell’individuo resta normale, ma con una scomparsa della massa grassa a favore di quella magra e muscolare.
Come Centro, oltre a manifestazioni sempre più precoci rileviamo anche esordi tardivi dei Dca, in donne di 40/50 anni che da sempre hanno un atteggiamento controllante sul cibo, che poi si slatentizza come Dca, così come con la pandemia - conclude la dr.ssa Pacilli - molti sono stati i casi di patologie in remissione che si sono riacutizzate”.
Nonostante la chiusura di molti ambulatori per il Covid, nel 2021 il Centro Dca di Cuneo ha continuato ad erogare i suoi servizi, in particolare quello dei pasti assisti: ne sono stati somministrati 1388.
cuneo
Cuneo - Secondo i dati diramati dal Ministero della Salute, in Italia l’incidenza dell’anoressia nervosa è stimata per il sesso femminile in almeno 8 nuovi casi per 100.000 persone in un anno, mentre per il sesso maschile è calcolata in 0,02 e 1,4 nuovi casi ogni 100.000 individui in un anno.
L’incidenza della bulimia nervosa si attesta, invece, in almeno 12 nuovi casi per 100.000 persone in un anno per il genere femminile, e in circa 0,8 nuovi casi per 100.000 individui in un anno per il genere maschile.
Si calcola che nel corso della propria vita lo 0,9% della popolazione femminile di età superiore ai 18 anni sviluppi l’anoressia nervosa e l’1,5% la bulimia nervosa, percentuali che nella popolazione maschile sopra i 18 anni scendono allo 0,3% per l’anoressia e allo 0,5% per la bulimia. Tuttavia, se si considera solo la popolazione femminile tra i 18 ed i 24 anni, i tassi di incidenza sono maggiori, con il 2% delle ragazze che si ammala di anoressia e il 4,5% di bulimia.
Nel nostro Paese, sia per l’anoressia che per la bulimia nervosa la fascia di età di riferimento per la comparsa della patologia è quella tra i 15 ed i 19 anni, con una tendenza ormai inveterata ad un esordio sempre più precoce, in preadolescenza e nell’infanzia, ed un incremento dei casi del 40% nell’ultimo periodo.
In Piemonte, la Regione stima che le persone affette da anoressia nervosa siano circa 20.000 e più di 40.000 quelle colpite da bulimia nervosa, con 431 nuovi casi attesi di anoressia nervosa l’anno, il 30% dei quali richiederà cure intensive ospedaliere.
Per quanto riguarda, invece, la situazione sul nostro territorio, il Centro Disturbi del comportamento alimentare (Dca), afferente il Dipartimento interaziendale di Salute Mentale dell’Asl Cn1 e avente sede in corso Francia 10 a Cuneo, riferisce che nel 2021 le visite ambulatoriali effettuate sono state in totale 913, di cui 421 con diagnosi di anoressia, 59 di bulimia, 96 di Bed (Binge eating disorder), ossia disturbo da alimentazione incontrollata. “Negli altri 337 casi - spiega la dr.ssa Anna Maria Pacilli, responsabile della struttura - sono stati rilevati tratti disfunzionali della condotta alimentare, senza ancora una diagnosi conclamata di Dca, ma con un’elevata probabilità di evoluzione in itinere”.
Sempre nel 2021, le prime visite sono state 63, con 19 pazienti affetti da anoressia, 6 da bulimia e 20 da bed. “Consideriamo, però, - precisa la dr.ssa Pacilli - che questi dati sono parziali, perchè il nostro Centro prende in carico solo persone dai 17 anni in su: preadolescenti e bambini con problemi della condotta alimentare fanno riferimento alla Neuropsichiatria Infantile.
Mentre dai dati nazionali l’incidenza della bulimia risulta maggiore rispetto a quella dell’anoressia, le rilevazioni del nostro Centro attestano una prevalenza dell’anoressia sulla bulimia, forse anche perché l’accesso al nostro servizio avviene di solito su iniziativa del medico di base o della famiglia del paziente, che più facilmente rilevano il calo ponderale di chi soffre di anoressia.
In quest’ultimo periodo abbiamo anche registrato un incremento significativo di casi di bed, disturbo esploso durante il lockdown, quando alcune persone, costrette a stare chiuse in casa e senza la possibilità di praticare attività sportiva, mangiavano in maniera compulsiva. Ma l’alimentazione incontrollata è la porta di accesso all’obesità...
Segnaliamo, poi, una maggior incidenza di Dca nella popolazione maschile: il dato locale, sovrapponibile a quello nazionale, parla di un 1% di casi ogni 100 abitanti. Tanti, tuttavia, non arrivano al nostro servizio perché mascherati da ortoressia o vigoressia, per cui il peso dell’individuo resta normale, ma con una scomparsa della massa grassa a favore di quella magra e muscolare.
Come Centro, oltre a manifestazioni sempre più precoci rileviamo anche esordi tardivi dei Dca, in donne di 40/50 anni che da sempre hanno un atteggiamento controllante sul cibo, che poi si slatentizza come Dca, così come con la pandemia - conclude la dr.ssa Pacilli - molti sono stati i casi di patologie in remissione che si sono riacutizzate”.
Nonostante la chiusura di molti ambulatori per il Covid, nel 2021 il Centro Dca di Cuneo ha continuato ad erogare i suoi servizi, in particolare quello dei pasti assisti: ne sono stati somministrati 1388.
Disturbi del comportamento alimentare, incremento del 40% ed esordio sempre più precoce
02 aprile 2022
Cuneo
Cuneo - Secondo i dati diramati dal Ministero della Salute, in Italia l’incidenza dell’anoressia nervosa è stimata per il sesso femminile in almeno 8 nuovi casi per 100.000 persone in un anno, mentre per il sesso maschile è calcolata in 0,02 e 1,4 nuovi casi ogni 100.000 individui in un anno.
L’incidenza della bulimia nervosa si attesta, invece, in almeno 12 nuovi casi per 100.000 persone in un anno per il genere femminile, e in circa 0,8 nuovi casi per 100.000 individui in un anno per il genere maschile.
Si calcola che nel corso della propria vita lo 0,9% della popolazione femminile di età superiore ai 18 anni sviluppi l’anoressia nervosa e l’1,5% la bulimia nervosa, percentuali che nella popolazione maschile sopra i 18 anni scendono allo 0,3% per l’anoressia e allo 0,5% per la bulimia. Tuttavia, se si considera solo la popolazione femminile tra i 18 ed i 24 anni, i tassi di incidenza sono maggiori, con il 2% delle ragazze che si ammala di anoressia e il 4,5% di bulimia.
Nel nostro Paese, sia per l’anoressia che per la bulimia nervosa la fascia di età di riferimento per la comparsa della patologia è quella tra i 15 ed i 19 anni, con una tendenza ormai inveterata ad un esordio sempre più precoce, in preadolescenza e nell’infanzia, ed un incremento dei casi del 40% nell’ultimo periodo.
In Piemonte, la Regione stima che le persone affette da anoressia nervosa siano circa 20.000 e più di 40.000 quelle colpite da bulimia nervosa, con 431 nuovi casi attesi di anoressia nervosa l’anno, il 30% dei quali richiederà cure intensive ospedaliere.
Per quanto riguarda, invece, la situazione sul nostro territorio, il Centro Disturbi del comportamento alimentare (Dca), afferente il Dipartimento interaziendale di Salute Mentale dell’Asl Cn1 e avente sede in corso Francia 10 a Cuneo, riferisce che nel 2021 le visite ambulatoriali effettuate sono state in totale 913, di cui 421 con diagnosi di anoressia, 59 di bulimia, 96 di Bed (Binge eating disorder), ossia disturbo da alimentazione incontrollata. “Negli altri 337 casi - spiega la dr.ssa Anna Maria Pacilli, responsabile della struttura - sono stati rilevati tratti disfunzionali della condotta alimentare, senza ancora una diagnosi conclamata di Dca, ma con un’elevata probabilità di evoluzione in itinere”.
Sempre nel 2021, le prime visite sono state 63, con 19 pazienti affetti da anoressia, 6 da bulimia e 20 da bed. “Consideriamo, però, - precisa la dr.ssa Pacilli - che questi dati sono parziali, perchè il nostro Centro prende in carico solo persone dai 17 anni in su: preadolescenti e bambini con problemi della condotta alimentare fanno riferimento alla Neuropsichiatria Infantile.
Mentre dai dati nazionali l’incidenza della bulimia risulta maggiore rispetto a quella dell’anoressia, le rilevazioni del nostro Centro attestano una prevalenza dell’anoressia sulla bulimia, forse anche perché l’accesso al nostro servizio avviene di solito su iniziativa del medico di base o della famiglia del paziente, che più facilmente rilevano il calo ponderale di chi soffre di anoressia.
In quest’ultimo periodo abbiamo anche registrato un incremento significativo di casi di bed, disturbo esploso durante il lockdown, quando alcune persone, costrette a stare chiuse in casa e senza la possibilità di praticare attività sportiva, mangiavano in maniera compulsiva. Ma l’alimentazione incontrollata è la porta di accesso all’obesità...
Segnaliamo, poi, una maggior incidenza di Dca nella popolazione maschile: il dato locale, sovrapponibile a quello nazionale, parla di un 1% di casi ogni 100 abitanti. Tanti, tuttavia, non arrivano al nostro servizio perché mascherati da ortoressia o vigoressia, per cui il peso dell’individuo resta normale, ma con una scomparsa della massa grassa a favore di quella magra e muscolare.
Come Centro, oltre a manifestazioni sempre più precoci rileviamo anche esordi tardivi dei Dca, in donne di 40/50 anni che da sempre hanno un atteggiamento controllante sul cibo, che poi si slatentizza come Dca, così come con la pandemia - conclude la dr.ssa Pacilli - molti sono stati i casi di patologie in remissione che si sono riacutizzate”.
Nonostante la chiusura di molti ambulatori per il Covid, nel 2021 il Centro Dca di Cuneo ha continuato ad erogare i suoi servizi, in particolare quello dei pasti assisti: ne sono stati somministrati 1388.