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cronaca

Gli ambientalisti cuneesi dicono no all’espansione dell’area Miac

17 febbraio 2018

Cuneo

Cuneo - Ambientalisti contro le scelte per il futuro dell’area Miac: le sezioni cuneesi di Legambiente e Pro Natura, con il comitato cuneese Salviamo il paesaggio, dicono no al consumo di suolo e in una lettera aperta stigmatizzano le scelte compiute dall’amministrazione comunale del capoluogo per l’ampia zona, alle porte della città, che ospita il mercato all’ingrosso di bestiame e che si prepara all’espansione con nuovi insediamenti produttivi. Nella loro accusa contro il “consumo di suolo senza fine”, le associazioni ambientaliste puntano il dito contro Cuneo che “non fa eccezione”, a loro giudizio: “L’amministrazione comunale, che dichiara a parole di voler ridurre il consumo di suolo, di fatto dà via libera a nuove costruzioni di capannoni nell’area prossima al Miac, per un totale di ben 106.000 mq edificabili in un Pec (Piano di edilizia convenzionata; ndr) di 177.000 mq. Quale reale giustificazione ha una simile decisione, se non quella di fare cassa (circa cinque milioni di euro)? Dove sta la lungimiranza di un’amministrazione pronta invece a farsi parte attiva (il Comune è socio del Miac, che realizzerà con Fincos e Porta Rossa il nuovo insediamento) di un’operazione nefasta a fronte di una miriade di edifici vuoti, capannoni compresi?”. I rappresentanti degli ambientalisti cuneesi chiedono anche che venga fatto “un censimento serio del già costruito e non utilizzato in base al quale ricalibrare la progettazione urbanistica sul recupero e riutilizzo dell’esistente”, per evitare una nuova erosione della risorsa suolo. “Dal legislatore fino all’amministratore locale pretendiamo una ben diversa sensibilità”, conclude la lettera aperta.

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