Cuneo – Aveva provato a impedire il furto della bici di un suo collega e per questo era stato malmenato e ripetutamente colpito con un sampietrino. I fatti risalgono al 4 ottobre 2022 e la vittima dell’aggressione è un autista di pullman che verso l’ora di pranzo, mentre era in sosta al capolinea nel piazzale del Movicentro in attesa di ripartire per una nuova corsa, guardando nello specchietto retrovisore si era accorto che un giovane con una pietra in mano si stava dirigendo verso le biciclette parcheggiate sul marciapiede: “Con la pietra cercava di rompere il lucchetto della bici di un mio collega e quindi gli ho detto di smetterla ma quello insisteva – ha riferito in aula la vittima dell’aggressione -. Sono sceso e quando gli sono stato vicino con una mano sulla spalla gli ho detto di smetterla perché non era sua”. A quel punto A. B., giovane di origine ghanese, che al Movicentro in realtà non avrebbe neanche dovuto avvicinarsi poiché gravato da un’ordinanza del Questore, si girò e con la pietra colpì l’autista all’occhio. L’uomo cercò di trattenerlo aiutato da un volontario del centro Acli e da un passante ma il giovane, imputato di lesioni aggravate, continuò a lanciargli contro il sampietrino raccogliendolo da terra e scagliandolo con violenza. “Mi ha colpito al torace, alla schiena e al viso – ha raccontato ancora l’autista -, in ospedale mi hanno dato 15 giorni di prognosi e suturato la ferita in testa con dei punti”. Prima che arrivasse la Polizia il giovane aveva avuto il tempo di scagliare la pietra anche contro due pullman in sosta, danneggiandone parabrezza e carrozzeria. “Conoscevamo il soggetto – ha riferito l’agente di Polizia -, era molto agitato, ho estratto il taser e gliel’ho mostrato e solo a quel punto si è calmato”. Oltre all’accusa di lesioni aggravate, è stato contestato al giovane anche il reato di danneggiamento e a conclusione dell’istruttoria, considerati i precedenti specifici per aggressione a pubblico ufficiale, il pubblico ministero ne ha chiesto la condanna a un anno e quattro mesi di reclusione. Sullo stato di forte agitazione ha ribattuto la difesa sottolineando che il giovane, essendo abituale consumatore di sostanze stupefacenti, avrebbe potuto non essere completamente in sé e aver agito sotto l’effetto della droga. La giudice ha però accolto la richiesta del pubblico ministero condannando A. B. a un anno di reclusione per l’aggressione e sei mesi di arresto per il danneggiamento con revoca della sospensione condizionale.