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Una città vestita di rosso per dire No alla violenza sulle donne

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Terza edizione per Stracôni in Red: l'invito è a indossare un capo rosso per trasformare una passeggiata in un messaggio collettivo contro la violenza sulle donne

Sara Comba 07 novembre 2026

Cuneo

Una macchia rossa tra le migliaia di magliette, scarpe da ginnastica e pettorali che ogni anno riempiono le strade della città. Una sciarpa al collo, un cappellino, una giacca o anche soltanto un piccolo accessorio: alla Stracôni, domenica 8 novembre, il rosso avrà un significato che va oltre il colore. Sarà il segno visibile di un no alla violenza sulle donne, un messaggio che ciascuno potrà portare con sé lungo il percorso e condividere con chi gli camminerà accanto.

Torna infatti, alla sua terza edizione, Stracôni in Red, l’iniziativa che unisce la partecipazione alla tradizionale camminata cuneese alla sensibilizzazione contro la violenza di genere. L’invito è semplice e aperto a tutti: scegliere di indossare un capo rosso per esprimere la propria contrarietà alla violenza e contribuire a rendere il messaggio riconoscibile in mezzo alla folla. Più la città si colorerà di rosso, più forte sarà il segnale.

È un modo per portare un tema spesso affrontato attraverso convegni, incontri e campagne di informazione in uno spazio quotidiano e condiviso. La Stracôni, con la sua capacità di riunire persone di età diverse, famiglie, gruppi di amici e associazioni, diventa così anche un’occasione per ricordare che il contrasto alla violenza non riguarda soltanto chi la subisce o chi lavora per aiutare le vittime: coinvolge l’intera comunità, a partire dal modo in cui si costruiscono le relazioni e si riconoscono i comportamenti che alimentano disuguaglianza e sopraffazione.

Il messaggio è quello di una presa di posizione collettiva, affidata a un gesto alla portata di tutti. Non serve correre, né essere sportivi: basta partecipare e scegliere il rosso. In una manifestazione che trasforma ogni anno il centro cittadino in un grande serpentone colorato, anche un dettaglio nell’abbigliamento può contribuire a rendere visibile una causa e a far nascere una domanda, una conversazione, una riflessione.


A novembre iniziative per rispetto e libertà

Stracôni in Red si inserisce nella rassegna “Paripasso. 8 marzo è tutto l’anno”, promossa dall’Assessorato alla Parità e Antidiscriminazioni del Comune, in collaborazione con Laboratorio Donna e numerose realtà del territorio. Dal 1° al 30 novembre il programma propone incontri, mostre, spettacoli, laboratori e attività rivolte anche alle scuole, in vista della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre.

Il calendario affronta il fenomeno da prospettive diverse: dalle relazioni affettive agli stereotipi di genere, dal peso delle parole alla violenza economica. L’intento è aiutare a riconoscere le molte forme in cui la violenza può manifestarsi, anche quando non lascia segni immediatamente visibili, e promuovere una cultura fondata sul rispetto, sulla parità e sulla libertà.

Tra gli appuntamenti figurano momenti di approfondimento, proposte teatrali e iniziative dedicate alle scuole, oltre alle attività che coinvolgeranno le panchine rosse presenti in città. Queste ultime, adottate da associazioni, istituti scolastici e altre realtà, sono diventate negli anni un segno concreto della memoria delle donne vittime di femminicidio e un invito a non abbassare l’attenzione. Nel corso del mese sono previste anche tre nuove inaugurazioni: quella della panchina davanti al liceo De Amicis, la numero 39 in città, quella adottata da Noau Officina Culturale e Scuola Edile e quella della Croce Rossa Italiana.

Il programma non si limita dunque alla ricorrenza del 25 novembre, ma prova a distribuire occasioni di confronto lungo tutto il mese. È anche il senso del titolo “8 marzo è tutto l’anno”: la parità e la prevenzione della violenza richiedono un lavoro costante, che non può esaurirsi in una giornata simbolica.


I numeri e la rete

di sostegno sul territorio

Dietro le iniziative di sensibilizzazione ci sono storie e situazioni che chiedono risposte concrete. I dati del Centro Antiviolenza 10A restituiscono la dimensione del lavoro svolto sul territorio: nel 2025 sono state 203 le donne prese in carico dagli sportelli, 146 delle quali hanno avviato un nuovo percorso per uscire dalla violenza, mentre 57 hanno proseguito un cammino iniziato negli anni precedenti. Il dato, segnala il Comune, è in crescita.

Accanto alla prevenzione resta quindi fondamentale la presenza di una rete capace di ascoltare, accogliere e accompagnare le donne che vivono situazioni di violenza. A Cuneo opera la Rete Antiviolenza, costituita nel 2008 e composta da enti pubblici, servizi e associazioni impegnati nel contrasto al fenomeno. La collaborazione tra queste realtà permette di mettere in collegamento competenze e strumenti diversi, per offrire sostegno e costruire percorsi di uscita dalla violenza.

Per chiedere aiuto è disponibile il numero nazionale gratuito 1522, dedicato alle donne vittime di violenza e stalking. Sul territorio si possono contattare anche il Centro Antiviolenza 10A al 333 3756238, attivo 24 ore su 24, Mai+Sole al 335 1701008, anch’esso attivo 24 ore su 24, e Telefono Donna allo 0171 631515.

Domenica 8 novembre, intanto, il primo gesto sarà quello di vestirsi di rosso e camminare insieme. In mezzo alla festa, ai saluti e al movimento della Stracôni, quel colore ricorderà che il rispetto non è un tema da lasciare ai margini e che contrastare la violenza significa anche assumersi una responsabilità collettiva. Un passo dopo l’altro, con un messaggio che non si ferma al traguardo e che, come suggerisce il nome della rassegna, deve accompagnare la città tutto l’anno.

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