A 84 anni compiuti ha completato il poker dei quattro colli alpini più importanti del Cuneese con la sua bicicletta muscolare: Maddalena, Sampeyre, Lombarda e Fauniera, oltre ad altri colletti e salite varie. Si tratta di Mario Giuliano, ex sindaco di Boves e già imprenditore titolare dell’azienda Giuliano avvolgibili e di un’altra azienda di serramenti a Cuneo. Una giovinezza da scout, studi e laurea in Scienze motorie, ma soprattutto allenamento e continue sfide con sè stesso.
Come è stata la sua giovinezza?
La mia era una famiglia umile, papà aveva avviato una produzione di cassette per la frutta e più avanti dette vita all’azienda di avvolgibili Giuliano. Dopo le scuole superiori ho potuto proseguire gli studi con il corso all’Isef per diventare professore di educazione fisica e tutto questo grazie al sostegno di uno zio. Ricordo ancora i miei rientri a Torino la domenica sera in treno con lo zaino pieno di pere raccolte nel frutteto di mia mamma e con le quali mi cibavo. Soltanto a 60 anni ho conseguito la laurea magistrale in Scienze motorie.
Come è nata la passione per la bicicletta?
Sono sempre stato uno sportivo, appassionato di montagna e di sci. Sono stato campione regionale di sci di fondo e campione alle Universiadi. Da giovane sono stato capo scout e con il mio gruppo ero presente in Bisalta quando nel 1960 cadde il fulmine che uccise alcune persone. Toccò a me correre giù a rotta di collo per avvisare i soccorsi. Tra le mie passioni c’è stata anche la corsa podistica che ho praticato fino a 30 anni. Fino a quell’età ho partecipato a tante maratone, ma proprio quando ero pronto a partire per quella di New York, bagagli fatti e viaggio pronto, sono rimasto bloccato da un problema articolare al ginocchio. E’ così che ho deciso di dedicarmi alla bicicletta, anche se pratico ancora lo sci discesa. La bici è diventata una grande passione e, nonostante la fatica, facevo da sedici a venti colli all’anno.
Pedala da solo o con altri?
Parto da solo al mattino molto presto, ora vado molto piano. Mi sono trasferito a Borgo San Dalmazzo e con mia moglie Anna Maria non abitiamo più nella casa di Boves che è diventata troppo grande per noi due perché i figli abitano a Torino e in Lussemburgo. Fino a un po’ di anni fa partivo direttamente da casa in bicicletta e facevo anche 130-150 km in una giornata, ora mi avvicino alle mete con l’auto.
Non ha mai paura per strada?
Se uno ha paura non fa niente nella vita. Sono caduto diverse volte riportando anche delle fratture, ma non mi sono fermato. La passione è troppa e la fatica è ripagata dai bellissimi paesaggi che si scorgono salendo verso la montagna e dai silenzi rotti solo dai fischi delle marmotte
La salita più dura in bicicletta?
Il colle Fauniera perché sono un anno più vecchio.
E quella che le ha dato maggiore soddisfazione?
Raggiungere le cime dei colli. Il più facile è quello della Maddalena perché è solo 2000 metri, poi viene il colle di Sampeyre che è 2200, quindi Lombarda e infine il Fauniera. L’anno scorso ho fatto anche il colle dell’Agnello. È una sfida con me stesso e non voglio uscirne sconfitto, ci provo sempre e voglio riuscirci.
Come si definirebbe?
Sono un uomo molto fortunato e potrei dire con una forte volontà. La mia vita è sempre stata così, ho fatto tutto per caso, come una sfida cogliendo le occasioni quando si presentavano. È successo anche quando mi hanno chiesto di fare il sindaco (2009-2014) e prima ancora il consigliere e l’assessore comunale. Rifarei tutto quello che ho fatto nella vita.
Ha fatto degli sbagli?
Certo, chi non ha fatto cavolate? Come quella di fumare, un vero errore, ma ho smesso quando è nato mio figlio. Le cose le faccio sempre fino in fondo.
Sogni nel cassetto?
Qualche viaggio, quest’autunno dopo la stagione bici. E poi mi voglio regalare una bici a pedalata assistita. Forse è giunto il momento di fare meno fatica e così magari posso ripartire in bici da casa e tornare a pedalare anche per 100-120 km al giorno. L’ho provata e con la bici elettrica si vola.
Che cosa l’aiuta a vivere bene?
Mantenersi il più possibile in forma totale, dormire bene, mangiare il giusto, controllo della salute e fare sport. Soprattutto sono importanti i rapporti sociali e fare qualcosa per gli altri.