Sono passati dieci anni da quando, il 16 novembre 2016, la Questura di Cuneo adottò la prima panchina rossa della città. Da allora il progetto è cresciuto, coinvolgendo associazioni, enti, scuole e realtà del territorio, fino a raggiungere oggi il traguardo di 40 panchine distribuite negli spazi cittadini. Un percorso che, nel tempo, ha ampliato il proprio significato: non soltanto un segno visibile per ricordare le donne vittime di femminicidio, ma anche un’occasione per promuovere consapevolezza, confronto e partecipazione attiva nella prevenzione della violenza di genere.
Cuneo celebra il decennale del progetto “Panchine rosse” nato nel 2016 cresciuto nel tempo fino a diventare una presenza diffusa in città e nelle frazioni. Il percorso e le nuove iniziative sono stati presentati giovedì 5 novembre all’Auditorium Esseci, nel corso di una conferenza stampa dedicata.
Il progetto “Panchine rosse contro la violenza” nasce per un’iniziativa dall’allora Assessorato alle Pari Opportunità, ora Parità e Antidiscriminazioni, del Comune di Cuneo: dipingere di rosso alcune panchine della città, trasformandole in simboli del posto lasciato vuoto da una donna uccisa in quanto donna. Un’assenza che diventa visibile nello spazio pubblico, uno stimolo a fermarsi e riflettere sulla violenza e sui cambiamenti culturali necessari per contrastarla.
“Le panchine rosse sono un simbolo che sul nostro territorio si sposa con un insieme di azioni concrete di sensibilizzazione di aiuto alle donne vittime di violenza – ha sottolineato la Sindaca Patrizia Manassero -. E sono luoghi che sono vissuti, curati, animati dai diversi attori della società civile che le hanno volute. Questo è un bel segnale di attenzione della nostra città a una piaga che al momento non pare avere ancora soluzioni. Per questo c’è bisogno che portiamo avanti con determinazione il nostro lavoro, attraverso gesti, azioni, iniziative di sensibilizzazione e la cura di questi preziosi simboli”.
A rendere possibile la diffusione del progetto è stata soprattutto la partecipazione delle realtà cittadine, chiamate ad adottare una panchina e a impegnarsi non solo a prendersene cura nel tempo e presidiarla, ma anche e soprattutto mantenerne vivo il messaggio. Fin dalle prime adesioni si era voluto coinvolgere sia realtà a prevalente partecipazione maschile sia femminile, per sottolineare che il contrasto alla violenza è una responsabilità condivisa, che riguarda donne e uomini e che solo insieme si può contrastare Nel tempo, il progetto si è aperto a una partecipazione sempre più ampia e libera.
Ogni panchina è accompagnata da una targa informativa con il logo della Rete antiviolenza Cuneo e i numeri utili per chiedere aiuto: il numero nazionale 1522 e quelli dei Centri antiviolenza del territorio (10/A, 333 3756238; Mai+Sole, 335 1701008; Telefono Donna Cuneo, 0171 631515). Un elemento fondamentale, perché il simbolo possa diventare anche uno strumento concreto di informazione e orientamento per chi si trova in una situazione di difficoltà.
Negli anni, accanto all’adozione e alla cura delle panchine, si è sviluppata anche l’idea di animarle con iniziative e momenti di sensibilizzazione. L’obiettivo è fare in modo che non restino soltanto installazioni da osservare, ma diventino occasioni per incontrarsi, parlare di violenza di genere e diffondere la conoscenza dei servizi a cui rivolgersi. Un’animazione che può essere organizzata liberamente durante tutto l’anno, senza essere necessariamente legata alla ricorrenza del 25 novembre.
Ruolo importante è affidato anche alle scuole: più che limitarsi all’adozione di una panchina, il coinvolgimento degli istituti punta a costruire percorsi di consapevolezza e sensibilizzazione che accompagnino studenti e studentesse durante l’anno, per poi trovare nella panchina un momento di restituzione e condivisione. Un investimento sulle nuove generazioni e sulla possibilità di promuovere relazioni fondate sul rispetto e sulla parità.
Nel calendario cittadino “8 marzo è tutto l’anno – Paripasso” sono previste tre nuove inaugurazioni: quella del Liceo De Amicis, quella di Noau Officina Culturale e Scuola Edile, e, la quarantesima, quella adottata dalla Croce Rossa Italiana e collocata sul piazzale della loro sede.
“Le nostre panchine rosse sono vive, simboli in continua evoluzione” aggiunge l’Assessora alle pari opportunità Cristina Clerico. “Se il messaggio è uno solo ed è che la violenza non è mai normale, le nostre panchine rosse oggi ci veicolano un altro aspetto potente: uscirne si può, non da sole. Da oggetti inanimati, le panchine sono quindi diventate parte della “rete”, sia nel senso di un percorso che le unisce, sia perché strumento della Rete antiviolenza Cuneo: grazie alle voci degli allievi di Palcoscenico teatro, molte nostre panchine racconteranno le storie delle donne che, grazie al supporto della Rete, hanno potuto uscire dalla violenza di genere e ricostruire la loro esistenza, portando un messaggio concreto di speranza”.


