Non si placa la polemica sui tagli alla sanità previsti nella Legge di Bilancio approvata dal Consiglio dei Ministri. Dei quasi 7 miliardi di euro richiesti dalle Regioni, ne sono stati stanziati meno della metà. Una cifra insufficiente a coprire i costi di nuove assunzioni, nuove apparecchiature e potenziamento dei servizi.
Decisa è stata la presa di posizione dei governatori del centrosinistra (Toscana, Puglia, Emilia-Romagna, Umbria, Campania e Sardegna) che ritengono a rischio la tenuta del sistema sanitario pubblico e hanno chiesto al presidente della Conferenza delle Regioni la convocazione di un tavolo di confronto urgente.
Fuori dal coro il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio (FI), che in un'intervista ha difeso la manovra rivendicando lo sforzo sulla sanità e assicurando che le risorse saranno sufficienti per assunzioni e investimenti: "Chi attacca oggi dovrebbe ricordare che quando governava la sinistra il Fondo sanitario aveva 119 miliardi, oggi ne ha 24 in più - ha detto -. Il Governo ha fatto uno sforzo importante in un momento difficile".