Si è conclusa con le condanne di sei persone da parte del Gup Alberto Boetti l’indagine condotta dai Carabinieri di Cuneo e coordinata dal pubblico ministero Mario Pesucci su un intricato sistema di reati che, a partire dai furti in appartamento, aveva assunto la forma di autoriciclaggio con intestazioni fittizie a parenti e amici di veicoli, appartamenti e attività commerciali, in modo da nascondere la provenienza illecita dei soldi. Le indagini erano partite nell’agosto 2023 da un tentativo di effrazione in un appartamento di Demonte; a partire dalle immagini del sistema di videosorveglianza che aveva indotto i ladri a fuggire prima di mettere a segno il colpo, i Carabinieri sono risaliti alla proprietà dello scooter, con targa contraffatta, utilizzato dai due ladri travisati che risultarono essere i fratelli cuneesi Giacomo e Michele Riviera. Nell’estate dello stesso anno seguirono i furti a Mondovì, Manta, Lagnasco, Tarantasca e Bernezzo. Soldi, gioielli, borse di marca, computer erano finiti nel bottino dei ladri e utilizzati per acquistare automobili con un sistema di finanziamento che serviva a ripulire il denaro di provenienza illecita e nello stesso tempo per mettere a segno una serie di truffe ai danni delle finanziarie; dopo il pagamento di due o tre rate, infatti, le agenzie non riuscivano più ad ottenere il saldo di quanto dovuto perché nel frattempo i veicoli erano stati fittiziamente intestati a terze persone e poi infine rivenduti. È così che avvenne con una Mercedes del valore di 40.000 euro e di una Jeep del valore di 22.000 euro che venne fittiziamente intestata a una parente di Giacomo Riviera e che venne successivamente rivenduta altre due volte. Alla compagna di Giacomo Riviera era anche stata intestata un’attività commerciale, la Pizzeria Italia di Confreria, poi confiscata, e proprio quest’attività venne usata come garanzia per l’acquisto della Mercedes. Nella stesso giro di intestazioni fittizie e autoriciclaggio finì un appartamento da 50.000 euro a Cuneo intestato a un’altra parente. La condanna più pesante è arrivata per Giacomo Riviera, condannato a cinque anni e otto mesi e per Michele Riviera condannato a tre anni e due mesi di reclusione. A tre anni di reclusione è stata condannata anche Luciana Riviera, con sostituzione della pena detentiva con 2.190 ore di lavori di pubblica utilità. Lucia Riviera è stata condannata a un anno e otto mesi di reclusione. Un anno e sei mesi sono stati inflitti a Ilaria Isnardi e Oscar Chiapale; anche per loro è stata concessa la sostituzione della pena detentiva con 1.120 ore di lavori di pubblica utilità.
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Denaro dai furti riciclato per auto e alloggi intestati a prestanome: sei condanne
I Carabinieri hanno ricostruito il quadro a partire da un tentativo di furto messo in pratica dai fratelli cuneesi Giacomo e Michele Riviera
Camilla Pallavicino 05 novembre 2026