La giunta comunale di Borgo San Dalmazzo ha ricevuto in municipio le titolari di due attività alimentari storiche che nel corso del 2026 hanno cessato l’attività: Margherita Dalmasso, già titolare de “La Butega d’la Roba Bona” di Beguda, ed Emma Pittavino, titolare dello storico negozio “Bel e Bon” di via Marconi.
A Margherita ed Emma è stato consegnato un attestato, quale segno di ringraziamento per gli anni di attività svolti con passione, costante impegno e dedizione al servizio della comunità borgarina.
“Oltre alla storicità delle due attività - commenta la sindaca Roberta Robbione -, Borgo San Dalmazzo perde due punti di riferimento importanti per la nostra comunità. Luoghi che hanno accompagnato la vita quotidiana di tante persone, contribuendo alla qualità della vita e alla socialità del territorio. Accanto al ringraziamento per queste storie di lavoro e dedizione, l'amministrazione desidera rivolgere un invito ai giovani: Borgo San Dalmazzo ha bisogno di nuove idee e nuove attività. Chi vuole mettersi in gioco troverà nel Comune un alleato pronto ad accompagnare i progetti di impresa”.
Fondato 75 anni fa, Bel e Bon è stato per decenni un presidio nel cuore della città.
“Sono stati anni intensi e belli - raccontava Emma Pittavino nell’intervista pubblicata su La Guida del 15 ottobre scorso -. Ho potuto condividere le vicende di tante famiglie, i momenti belli e quelli difficili. È un passo che mi fa molto dispiacere, ma che era inevitabile, anche in considerazione delle scelte della mia famiglia. Un ringraziamento sincero va a tutti i clienti che in questo lungo periodo ci hanno dato fiducia e affetto, e alla storica commessa Antonella, con noi per 24 anni”.
La Butega d’la Roba Bona, punto di riferimento per la frazione di Beguda, ha chiuso all’inizio di agosto dopo 50 anni di attività. Nel corso degli anni l’attività ha coinvolto, oltre al marito, anche i due figli. “Ho iniziato nel 1976 - ricordava Margherita Dalmasso sulle pagine della Guida del 2 luglio scorso - assieme a mio marito Franco Farchetti, allora dipendente della fabbrica Cometto. Le cose andarono subito bene e dopo un anno si licenziò per dedicarsi a tempo pieno al negozio. All’inizio eravamo nei locali attualmente occupati dalla birreria La Botte, poi, dopo un paio di trasferimenti, abbiamo comprato e ristrutturato la casa in centro frazione e adattato a uso commerciale i locali al piano terra”.