Il loro progetto era quello di realizzare un campo da motocross e trial e nel 2022 lui si presentò come titolare di una società di gestione di bandi di finanziamento europei, nazionali e regionali in grado di fargli ottenere il denaro necessario a realizzare il loro sogno imprenditoriale. La coppia di piccoli imprenditori, nella zona di Barge (nella foto, una veduta del paese), aveva assunto le informazioni necessarie sulla società Terabyte del consulente piacentino Filippo Turci e dalle visure camerali tutto sembrava a posto riguardo l’effettiva esistenza della società, così come rassicuranti erano le sue parole circa la possibilità con la legge Sabatini di ottenere i fondi necessari a coprire l’acquisto del terreno e avviare l’attività. Era invece una truffa ben orchestrata che nell’immediato costò alla coppia 15.000 euro di anticipi per l’inoltro delle domande di finanziamento e che invece finirono nelle tasche di Turci, ma che nel lungo periodo risultò letale per le loro vite, dal momento che i due si erano impegnati nell’acquisto del terreno del valore di centinaia di migliaia di euro. “Le richieste di denaro erano a titolo di depositi e bolli (in totale 15.000 euro) - ha spiegato nella sua requisitoria il pubblico ministero Luigi Dentis - ma il dramma è che sulla base delle rassicurazioni ricevute la coppia si era impegnata ad acquistare terreni per 560.000 euro con il pagamento previsto di una prima tranche da 230.000 euro”. Fu per un errore di battitura su una delle quietanze di bonifico che la coppia scoprì la truffa e di essere stata catapultata così in un vortice impressionante di debiti da ripagare. “Le indagini hanno dimostrato che i millantati rapporti con banche e istituzioni, cornice di questo grandissimo inganno, non ci sono mai stati”, ha concluso il pubblico ministero chiedendo la condanna dell’imputato a tre anni e nove mesi con 1.800 euro di multa. Si è associata nella richiesta di condanna anche la parte civile con l’avvocato Ruggero Marta che nella sua arringa ha sottolineato il fatto che la coppia aveva assunto l’impegno all’acquisto dei terreni sulla base delle rassicurazioni dell’imputato: “La cosa pazzesca è che Turci avrebbe potuto guadagnare molto di più presentando le domande in maniera corretta, ma non ha mai fatto nulla”. Ha invece concluso con la richiesta di assoluzione l’avvocato di difesa Paolo Monica sostenendo che un risarcimento di 5.000 euro era stato fatto, un terzo della somma sottratta, ma che non era ascrivibile all’imputato l’impegno all’acquisto di terreni fatto dalla coppia per somme di cui non avevano la disponibilità. Di diverso avviso la giudice che ha condannato l’imputato a tre anni di reclusione, con revoca della sospensione condizionale concessa dopo una precedente condanna, e al pagamento di una provvisionale risarcitoria di 35.000 euro in attesa della quantificazione da stabilire in sede civile.