Pare prossima la soluzione allo sfregio fatto alla natura nella borgata Tajarè, a cinque minuti di cammino dal vecchio mulino della frazione Croesio, attivo dal 1857 e tornato a funzionare un paio di anni fa grazie al prodigarsi della famiglia Barra-Ferrato e dei frazionisti.
Giovedì scorso, 29 ottobre, una parente stretta del proprietario del principale lotto di terreno con annessi caseggiati - che mesi fa aveva segnalato al Comune “una situazione estremamente grave e preoccupante” chiedendone un sollecito intervento - si è recata in Municipio per comunicare la disponibilità del “padrone di casa” a ripulire a proprie spese i terreni di sua proprietà interessati dalla discarica.
Una cosa che dovrebbe avvenire entro tempi davvero brevi e che il Comune agevolerà per quanto possibile, pur di restituire al paese un’area praticamente incontaminata o quasi.
“Sono soddisfatto - le parole del vicesindaco Marco Margaria -: abbiamo posto fine a una vicenda protrattasi persino troppo a lungo senza alcun esborso da parte del Comune”.