cronaca

Addio alla centenaria cuneese Drusiana Mignoli vedova Genta

Generazione audio in corso...

I funerali della donna, mamma dell'ex presidente della CrC Giandomenico Genta, vengono celebrati martedì 3 novembre, alle 10 nella chiesa del Sacro Cuore

Giulia Gambaro 01 novembre 2026

Cuneo

Vengono celebrati martedì 3 novembre, alle 10 nella chiesa del Sacro Cuore, i funerali di Drusiana Mignoli, vedova Genta, mancata ieri all'età di 100 anni. Nata a Recoaro Terme (VI) il 9 maggio 1926, aveva da poco raggiunto l'importante traguardo festeggiata dai suoi cari e dall'amministrazione comunale che le aveva fatto visita.

Drusiana Mignoli era una donna dalla storia intensa, a partire dal nome, che affonda le radici nella letteratura cavalleresca del XIII secolo e in una commedia di Carlo Goldoni, da cui il padre trasse ispirazione per donare alla figlia un nome unico e prezioso.

Cresciuta in una famiglia di solide convinzioni antifasciste, era la terza di quattro figli: il fratello maggiore, unico maschio, medico e deportato nel campo di concentramento di Mauthausen; una sorella maggiore, con cui lavorava nel negozio di frutta e verdura del padre nel centro del paese; e una sorella minore, accudita dalle due sorelle dopo la morte prematura della madre, quando Drusiana aveva appena tredici anni.

La sua vita era cambiata sulle piste da sci di Recoaro Terme, dove aveva conosciuto il futuro marito, ligure di origine, reduce dalla lotta partigiana e allora sottufficiale dei Carabinieri in servizio sulle montagne vicentine. Da quel momento, fino ai quarantanove anni, Drusiana aveva seguito il marito nei suoi numerosi trasferimenti tra Veneto e Piemonte, fino a Villafalletto, dove avevano dato vita alla loro famiglia.

Era la mamma di Giandomenico Genta, ex presidente della Fondazione CrC, che aveva cresciuto da sola, insieme al fratello Paolo, dopo aver perso il marito scomparso a soli cinquantadue anni. Ritrovatasi improvvisamente sola, con due figli adolescenti da crescere, una piccola pensione e qualche lavoro occasionale, era riuscita a garantire loro dignità, stabilità e un’educazione solida, affrontando le difficoltà economiche con determinazione e una gentilezza che non l’ha mai abbandonata.

"Nonna Drusi", così la chiamavano i nipoti, era una donna forte, amante della compagnia e delle feste, capace di mantenere una sorprendente vitalità nonostante le prove della vita e il peso degli anni.

Lascia il figlio Paolo con Valeria e i nipoti Anna, Gianmarco, Marianna e Marta.