Tra carenza di posti letto e tariffe datate, la situazione è critica per gli enti che in Piemonte gestiscono la rete delle cure palliative. A denunciarlo, in un'audizione nella Quarta Commissione Sanità, era stato la scorsa settimana il coordinatore regionale della Federazione Cure Palliative, Carlo Della Pepa, insieme ad alcuni rappresentanti dei 14 enti del Terzo Settore aderenti.
In Piemonte solo la metà degli aventi diritto riesce ad accedere tempestivamente alle cure palliative, con una forte disomogeneità. I 20 hospice presenti sul territorio contano 251 posti letto, un numero insufficiente a soddisfare le richieste. Alla mancanza di posti si aggiungono anche segnalazioni tardive dei pazienti ai servizi di cure palliative, lentezze nell'accreditamento degli hospice e il mancato adeguamento delle diarie giornaliere riconosciute agli Ets gestori degli hospice ferme ai 258 euro del 2001, mentre per quanto riguarda l'assistenza domiciliare, il rimborso economico è disomogeneo tra le Asl e sicuramente insufficiente nel sostenere i costi assistenziali.
La Regione ha recentemente adeguato il fabbisogno di posti letto negli hospice, ma a livello delle singole Asl la realizzazione procede lentamente, con liste d'attesa molto lunghe nelle aree cittadine, che spesso costringono a ricoveri in hospice distanti dalla residenza o a ricoveri impropri nell'ospedale più vicino. Nelle scorse settimane, ad aggravare ulteriormente la situazione, è arrivata una comunicazione della Direzione Sanità regionale che stabilisce che ai fini tariffari, sia conteggiato il giorno di ammissione, non quello di dimissione o di decesso.
Una crisi di cui martedì 3 novembre si parlerà anche in consiglio regionale. "Chiederò in Aula un'informativa urgente da parte dell'assessore Federico Riboldi - annuncia in una nota Gianna Pentenero, presidente del Gruppo Pd in consiglio - per conoscere le motivazioni di questa scelta, quali saranno gli effetti economici sugli hospice piemontesi e quali iniziative la Giunta intenda assumere per garantire la sostenibilità della rete delle cure palliative. Si tratta di una scelta, francamente, incomprensibile che sta suscitando forti preoccupazioni tra gli enti che gestiscono gli hospice piemontesi. Questa interpretazione rischia di penalizzare ulteriormente realtà che già operano in condizioni economiche difficili. Gli hospice assicurano assistenza sanitaria, psicologica e sociale altamente specialistica fino agli ultimi istanti di vita delle persone ricoverate. Pensare che la giornata del decesso non debba essere riconosciuta economicamente significa non comprendere fino in fondo il valore e la complessità del lavoro svolto da operatori e volontari che, quotidianamente, si confrontano con il dolore e la sofferenza. È positivo che il presidente Cirio abbia dichiarato la volontà di investire nelle cure palliative, ma alle parole devono seguire atti coerenti. Non può esserci da una parte l'annuncio di nuove risorse e dall'altra l'adozione di provvedimenti che rischiano di sottrarre ulteriori fondi a una rete che, attualmente, riesce a raggiungere solo una parte delle persone che ne avrebbero bisogno."