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Paesana, a 7 mesi dalla prima denuncia tutto è immobile: rimane la discarica in località Taiarè

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Il vicesindaco Margaria: “Stiamo identificando i proprietari dei terreni”

Gualtiero Bertola 28 ottobre 2026

Paesana

La natura ferita e la storia calpestata continuano a convivere nello stesso scenario, a pochi passi dalle case della periferia est di Paesana. Nel vallone del Croesio, precisamente in località Taiarè, la situazione è rimasta cristallizzata in un desolante immobilismo. A sette mesi esatti da quando portammo per la prima volta agli “onori” della cronaca lo squallore di quella discarica a cielo aperto, le cose non sono cambiate di una virgola, dimostrando come l'inciviltà umana sappia radicarsi rapidamente e resistere a ogni appello al decoro.

Tra cumuli di porcheria mista, elettrodomestici abbandonati, materassi logori, divani sfondati, vecchie sedie in legno e persino portantine per gatti, lo spettacolo offerto ai pochi coraggiosi che transitano in zona è un vero e proprio insulto al buonsenso. Eppure quel luogo non si trova in un angolo remoto e dimenticato delle montagne, irraggiungibile o nascosto allo sguardo. Le abitazioni sorgono a poche decine di metri di distanza e, fra queste, custodisce la sua memoria il vecchio mulino della frazione Croesio.

Edificato e attivo sin dal lontano 1857, quando vennero richiesti i diritti sull'acqua per macinare mais, segale, orzo e castagne a sostegno delle famiglie di contadini e allevatori, quel mulino ha superato secoli di guerre e avversità climatiche. Negli ultimi anni era tornato a far sognare l'intera comunità grazie all'impegno della famiglia Barra-Ferrato e dei frazionisti, che nella primavera del 2025 si erano rimboccati le maniche per far girare la ruota ferma dal 1967, ripristinando il corso d'acqua originario e mettendo in sicurezza la zona. Un’opera di rinascita che oggi fa ancora più male se accostata alla permanenza di quel degrado e immondizia.

Nei mesi scorsi le istituzioni locali, la Polizia Municipale, avevano effettuato un sopralluogo, a seguito del quale il Comune aveva bussato alle porte dei proprietari dei terreni circostanti per accertare le responsabilità e imporre la rimozione dei rifiuti a spese dei privati. Ma nei fatti il tempo sembra essersi fermato. La discarica abusiva continua a deturpare il vallone del Croesio, trasformando la vicinanza con un monumento prezioso della civiltà contadina in una provocazione intollerabile che attende ancora una risposta concreta e tempestiva.

“Stiamo procedendo a una riperimetrazione dei terreni interessati da questo degrado per individuare senza margine di errore i loro proprietari. Una volta terminata questa operazione provvederemo in ‘tempo zero’ ad intraprendere nei loro confronti tutte quelle azioni che la legge ci mette a disposizione” ha dichiarato il vicesindaco Marco Margaria.

La palla passa ora all’Ufficio tecnico comunale.