Ha chiesto di essere ascoltato, prima della discussione finale nel processo che lo vede imputato per minacce aggravate dall’uso di un coltello, il 22enne S. P., attualmente detenuto in carcere a scontare una pena di sei anni e otto mesi per rapina ed estorsione. Nel settembre 2023 si era avvicinato a tre ragazzi seduti sulle panchine di corso Dante e aveva chiesto una sigaretta: ”Me l’aveva chiesta con un tono molto arrogante e il mio ragazzo gli aveva solo detto di usare un tono più gentile”, aveva riferito in aula la giovane che era insieme al fidanzato e a un amico. Nonostante avesse ottenuto la sigaretta offerta dalla ragazza, l’imputato, che tutti e tre i testimoni hanno descritto come fortemente alterato, assunse un tono aggressivo nei confronti del ragazzo che lo aveva ripreso poco prima: “Iniziò a minacciarlo dicendogli che lo avrebbe sgozzato, gli avrebbe tagliato la gola - ha riferito in aula l’altro amico -. Dalla manica della giacca si vedeva un coltellino con una lama di circa dieci centimetri. Il mio amico si è allontanato di alcuni metri; nel frattempo sono intervenuti due passanti che hanno provato a calmarlo facendogli posare il coltello e ci erano riusciti, quello però si è di nuovo innervosito, ha preso delle pietre da terra e le ha lanciate verso il mio amico”. Quando sul posto intervenne la Polizia, S. P. si era già allontanato, ma i tre ragazzi lo hanno riconosciuto nelle foto segnaletiche e poi in aula. Tutti e tre hanno riferito dello stato di alterazione del giovane, probabilmente sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, e per questo il difensore dell’imputato ha annunciato che prima del termine dell’istruttoria, nella prossima udienza del 1° dicembre, riproporrà la richiesta di una perizia sul proprio assistito al fine di verificare la sua capacità all’epoca dei fatti di intendere e volere, considerato il massiccio consumo di sostanze stupefacenti da cui ora ha intrapreso un percorso di disintossicazione.