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editoriale

Il cammino del Campo largo verso poche scelte condivise

Primarie, compromessi e un vero programma di governo

Ezio Bernardi 25 ottobre 2026

Cuneo

Tra accuse vicendevoli di responsabilità, manipolazioni e ricerca di cause e soluzioni, il terremoto delle proteste giovanili, condite di violenza, è giustamente balzato in testa alle attenzioni della politica.

Ma il fermento resta attivo anche su altri fronti: dalle guerre alle questioni energetiche ed economiche. Restano in primo piano le strategie dei partiti in vista delle elezioni del 2027.

Protagonista principale, nei giorni scorsi, il “Campo largo” e soprattutto il PD di Elly Schlein. Prorogata alla guida del partito fino alle elezioni, la segretaria del PD è ora chiamata alla duplice impresa di mettere insieme un programma condiviso con gli alleati e di organizzare le primarie per la scelta del candidato premier, ruolo a cui ha candidato senza esitazioni se stessa: “Con o senza primarie”. Una determinazione che taglia la strada ai tanti fautori di un candidato “terzo” e la pone in competizione diretta con Giuseppe Conte dei 5Stelle. Il candidato premier sarà uno dei due.

Sul programma comune, Schlein indica anche i tempi: non prima di dicembre, con i gazebo e le primarie a febbraio. Una tempistica pensata per dare il tempo di organizzarsi e di partecipare alla redazione del programma sia a Italia Viva di Matteo Renzi sia ad altre possibili formazioni centriste, come il movimento Più Uno di Ernesto Maria Ruffini e Franco Gabrielli.

La segretaria del PD li vuole al tavolo del programma per controbilanciare le posizioni del Movimento 5 Stelle e di Avs sui temi più controversi di politica estera ed economica.

Il sostegno all’Ucraina rimane il nodo più difficile da sciogliere: il Movimento 5 Stelle e Avs sono contrari all’invio di armi e hanno sempre votato contro, mentre il Partito Democratico è sempre stato a favore, come i renziani e i centristi.

Il compromesso a cui si punta è il sostegno alla causa ucraina ma senza l’invio di armi, o almeno senza nominarle nel programma. Come già si legge in quello di Avs: “Ferma difesa del diritto internazionale e dell’indipendenza dell’Ucraina”, ma con un impegno diplomatico “per arrivare alla cessazione delle operazioni belliche e all’avvio di un percorso di soluzione negoziale del conflitto”. Una formulazione non inconciliabile con quelle del PD e dei centristi che offrono sostegno pieno alla resistenza ucraina contro l’invasione russa.

Ma i punti di incontro sul programma andranno trovati anche sul versante economico e sociale.

Alcune misure del programma a 5Stelle non sono facilmente conciliabili né con i vincoli di bilancio europei, sempre rispettati dal PD, né con le possibilità reali dei conti pubblici nazionali. Il ritorno al reddito di cittadinanza allargato, gli asili nido gratuiti, le scuole sempre aperte e i centri estivi pubblici sono misure allettanti, ma con costi stimati in decine di miliardi. Lo stesso vale per le proposte di Avs: salari indicizzati all’inflazione, settimana corta a parità di salario, ripristino dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, abbonamento gratuito in tutta Italia a bus, treni, tram e metro fino ai 30 anni e una tassa patrimoniale minima sui redditi superiori ai 5,4 milioni di euro di patrimonio netto.

Con queste premesse, arrivare alla definizione di un programma comune che non sia soltanto uno specchietto per le allodole, ma che abbia un minimo tasso di realizzabilità, appare un vero e proprio percorso ad ostacoli. Soltanto la scelta condivisa di pochi obiettivi qualificanti - come sanità pubblica, scuola e salario minimo - potrà rendere credibile e concretamente attuabile un vero programma di governo.

A questo sono chiamati i leader del Campo largo e, più di tutti, la capofila Elly Schlein: un’impresa difficile ma non impossibile, sostenuta dai sondaggi che già oggi, anche in assenza di un programma e di un candidato premier, danno il Campo largo in vantaggio sul centrodestra.

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