cronaca

Droga nascosta in un pacco con scarpe per un detenuto al carcere di Cuneo

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A giudizio due agenti e il destinatario dell'hashish, l'accusa è di spaccio aggravato

Camilla Pallavicino 23 ottobre 2026

Cuneo

La soffiata relativa all’arrivo di un pacco contenente droga era arrivata al direttore del carcere di Cuneo Domenico Minervini da un detenuto che ad aprile 2023 aveva chiesto un colloquio (per ottenere il trasferimento al carcere di Torino ed essere preso in carico dalla comunità Arcobaleno). Oltre a questo il detenuto rivelò al direttore che nei giorni successivi sarebbe arrivato un pacco destinato al detenuto P. Z. contenente droga nascosta nelle scarpe e che il pacco sarebbe riuscito a entrare grazie a un agente penitenziario con i capelli bianchi. La soffiata si rivelò corretta e a seguito delle indagini svolte dalla Procura sono stati rinviati a giudizio il detenuto destinatario del pacco e i due agenti M. C. e P. G. che glielo consegnarono. Per tutti l’accusa è di spaccio aggravato a causa del luogo in cui si è verificato il reato e per i due agenti anche per la violazione dei doveri di pubblica funzione. Dei tre agenti in servizio nell’area parlò il direttore, che di comune accordo con l’allora comandante mise in atto un servizio per verificare quella soffiata. Il primo controllo eseguito da un apposito macchinario evidenziava in effetti un alone e il pacco fu passato all’ufficio del casellario, dove il controllo prevede l’apertura dei pacchi in presenza dei destinatari. Il pacco non venne aperto dall’agente con i capelli bianchi ma da un altro collega e poi consegnato al detenuto. Mentre rientrava in cella con il suo pacco, P. Z. venne fermato da un ispettore il quale aprendo il pacco avvertì subito un forte odore. Il sacchetto con l’hashish era stato nascosto sotto la soletta della scarpa successivamente ricucita. Nella relazione del comandante emergeva la non completa correttezza del controllo del pacco e venne aperto un procedimento disciplinare nei confronti di M. C., successivamente archiviato in considerazione della scarsa esperienza dell’agente che svolgeva quel servizio da poco tempo. L’udienza è stata rinviata al 2 dicembre quando, fra i testimoni dell’accusa verrà ascoltato anche il detenuto che aveva avvisato la direzione.


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