Un legame indissolubile, nato tra le macerie e cementato nel dolore e nella rinascita. A cinquant’anni dalla devastante scossa che nel maggio del 1976 mise in ginocchio il Friuli, provocando quasi un migliaio di vittime e rasando al suolo interi paesi, la Sezione Alpini Monviso di Saluzzo (nella foto, il presidente Enzo Desco) si prepara a rendere omaggio a chi non esitò a partire. Domani (venerdì 23 ottobre), alle 20.30, nella “Sala degli specchi” sita nell’ex caserma Mario Musso, la cittadinanza si stringerà attorno alle "penne nere" per una cerimonia di consegna delle medaglie commemorative del cinquantenario.
Il riconoscimento andrà sia al gagliardetto sezionale sia ai volontari ancora in vita che vissero in prima persona i mesi della ricostruzione. All'epoca, la mobilitazione straordinaria dell'Associazione Nazionale Alpini vide migliaia di uomini intervenire nei cantieri di soccorso, ponendo le basi per la rinascita di comunità come Gemona, dove oggi sorge il monumento celebrativo a ricordo dei quindicimila soccorritori.
La serata saluzzese non sarà soltanto un momento formale di premiazione, ma un’occasione per riaffermare i valori di generosità e spirito di servizio del volontariato alpino. Ricordare quel dramma a mezzo secolo di distanza significa tramandare alle nuove generazioni il significato più profondo della fratellanza e del mutuo soccorso nei momenti di emergenza.