“I dati sulla residenzialità universitaria dimostrano un progresso importante: negli ultimi cinque anni i posti letto offerti dall’Edisu Piemonte sono raddoppiati, passando da 1637 del 2021/22 a 3167 dell’anno accademico 2026/27”. Così l’assessore Gian Luca Vignale ha risposto all’interrogazione di Gianna Pentenero (Pd) sulle “Iniziative urgenti e straordinarie per reperire le risorse integrative necessarie a garantire la realizzazione dei 15.138 alloggi universitari ancora necessari a colmare il divario strutturale rispetto agli standard europei”.
Pentenero ha richiamato le difficoltà degli studenti nel trovare un alloggio a costi accessibili: “Il costante aumento degli affitti privati – spiega l’interrogante – e la scarsità di posti residenziali pubblici rischiano di precludere concretamente l’accesso agli studi universitari a migliaia di giovani capaci e meritevoli ma privi di adeguate possibilità economiche. Nonostante il Pnrr abbia finanziato 60 mila posti letto entro il 2026, il deficit strutturale italiano rimane profondo. Manca ancora il 70% di posti per raggiungere l’obiettivo complessivo necessario a colmare il divario con l’Europa”.
Leggendo una nota della collega Daniela Cameroni, Vignale ha illustrato i progetti previsti: “nei prossimi anni Edisu Piemonte, grazie al rilevante contributo di risorse finanziarie della Regione Piemonte e della partecipazione degli atenei, prevede anche la realizzazione di cinque nuove residenze tra i progetti vincitori dei bandi relativi ai decreti del Ministero del 2016 e del 2021. Tra Torino, Grugliasco, Novara e Savigliano. Le residenze saranno per 757 studenti, per un investimento complessivo di 93 milioni di euro. Grazie al Piano Housing universitario del MUR, in Piemonte si realizzeranno 6.771 nuovi posti letto entro il 2027 (già realizzati 2940). La Regione è impegnata fortemente a sostenere politiche di attrattività e internazionalizzazione che rendono gli atenei piemontesi sempre più competitivi. L’impegno per nuovi posti letto è anche uno strumento fondamentale per aumentare la capacità di accoglienza e competitività del sistema universitario piemontese”.