Tempo di bilancio di fine mandato per il presidente della Provincia, Luca Robaldo, e il consiglio provinciale, a conclusione del quadriennio 2022-2026 con vista sulle elezioni in programma il 29 novembre. Alle urne saranno chiamati sindaci e consiglieri comunali dei Comuni della Provincia e il voto si svolgerà in un seggio solo, a Cuneo: una scelta decisa per contenere costi e logistica.
In occasione della presentanzione della relazione dei quattro anni di mandato, avvenuta nella mattina di lunedì 19 ottobre, Robaldo ha ribadito l'intenzione di ricandidarsi per un secondo mandato. Resta però ancora da definire con quale coalizione: nell'occasione dal Pd è arrivata ancora una volta un'apertura, o forse meglio un invito, a un accordo per una lista unitaria, dalle parole di Davide Sannazzaro, consigliere provinciale, sindaco di Cavallermaggiore ed esponente del Pd: “Sono stati quattro anni positivi. Nel 2022 - ha detto rivolto a Robaldo - ti abbiamo sostenuto per le capacità che abbiamo visto in te. E siamo disposti a continuare questo percorso”, ha sottolineato Sannazzaro per poi precisare: “Se ci saranno le condizioni per farlo”.
Nell'autunno 2022 Robaldo era stato eletto con il sostegno del centrosinistra, superando il candidato Roberto Dalmazzo. Adesso però il confronto per ripetere quell'esperienza è ancora aperto e non così scontato, anche in vista dei prossimi impegni elettorali del 2027, a livello nazionale e ancora di più nei tanti Comuni che il prossimo anno saranno chiamati al voto amministrativo.
Il bilancio di fine mandato
Prima di parlare di elezioni, però, è tempo di tracciare il bilancio del mandato che si sta concludendo, caratterizzato da un'attenzione costante rivolta al rapporto con i Comuni, di cui del resto Robaldo, sindaco di Mondovì, e i consiglieri provinciali sono espressione diretta. La Provincia nelle intenzioni del presidente e dei consiglieri punta sempre di più a diventare una vera e propria Casa dei 247 Comuni della Granda, come stazione unica appaltante e raccordo tra territori ed enti, oltre che una casa “degli uffici”, visto che l'ente “ospita” nella sua sede anche uffici di Soprintendenza, Regione e Provveditorato. “In questi anni - ha detto Robaldo - abbiamo cercato di dimostrare con i fatti quanto la Provincia sia un’istituzione viva e necessaria, capace di tenere insieme territori e comunità diverse e di essere davvero la casa dei Comuni. L’auspicio è che in futuro questo ruolo possa essere ulteriormente rafforzato, anche attraverso una piena legittimazione democratica e un assetto istituzionale in grado di rappresentare ancora meglio i territori e le loro diverse sensibilità”.
Dalle scuole alla viabilità
Il bilancio di fine mandato è ricco di dati e di cose fatte, dalle scuole alla viabilità, dai trasporti alla tutela ambientale, contrassegnato dal Pnrr che ha visto la Provincia eccellere a livello nazionale per il rispetto dei tempi nella realizzazione dei lavori. Per l'edilizia scolastica in particolare, la Provincia ha gestito circa 80 milioni di euro per lavori sulle sedi degli istituti superiori con interventi in particolare a Cuneo (il nuovo Grandis per 19,4 milioni di euro), Verzuolo, Bra, Fossano, Mondovì, e numerosi lavori sulle palestre delle scuole. Fondi Pnrr sono stati destinati anche a opere per la sicurezza stradale (8 milioni di euro) e per la transizione digitale.
Per la viabilità, la Provincia gestisce oltre 3.200 chilometri di strade e deve fare i conti con le risorse sempre più ridotte che arrivano dallo Stato a fronte di necessità di manutenzione sempre più urgenti (a cui nell'ultimo biennio sono stati destinati 12,6 milioni di euro) e di costi dei materiali che negli ultimi anni sono saliti in modo vertiginoso.

Viabilità che significa anche la gestione e manutenzione di circa 500 ponti e viadotti censiti dalla Provincia e oggetto di un piano di monitoraggi e interventi straordinari finanziati con fondi statali dedicati, e anche le tante iniziative dedicate alla sicurezza stradale nelle scuole, pur in un anno segnato da tanti, troppi, incidenti mortali. E viabilità sono anche le grandi opere, non di competenza diretta della Provincia, che a fatica sono arrivate a compimento in questi anni, come l'Asti-Cuneo, e che devono ancora essere completate con il Tunnel di Tenda, su cui la Provincia svolge opera di monitoraggio e di raccordo con le istanze degli enti locali. Un ruolo importante svolta dalla Provincia è poi quello relativo alla tutela ambientale e nel controllo faunistico, alla Cabina di regia per la peste suina africana istituito nel 2023, con anche il potenziamento del Nucleo di Polizia Locale.

Sono in realtà solo alcuni dei tanti dati contenuti nella relazione (redatta da Roberto Formento con la collaborazione dell’Ufficio Comunicazione e di tutti i settori della Provincia, la pubblicazione è stata stampata da Paolo Leone del Centro Stampa della Provincia di Cuneo) presentati da Robaldo, per raccontare il lavoro svolto in questi quattro anni dal personale dell'ente, costituito da 325 persone (erano circa 700 prima della riforma Delrio nel 2014).
“Questi risultati non appartengono a una sola persona e neppure soltanto agli amministratori che hanno condiviso questo percorso. La stessa relazione presentata oggi è il frutto di un lavoro collettivo, così come lo sono i risultati che racconta, ha sottolineato Luca Robaldo - Dietro ogni strada messa in sicurezza, ogni scuola realizzata, ogni finanziamento ottenuto e ogni servizio garantito ai Comuni ci sono competenze, responsabilità e tantissimo lavoro. Per questo il mio ringraziamento più sincero va a tutto il personale della Provincia: ai dirigenti, alle posizioni organizzative, ai funzionari, ai tecnici e a tutti i dipendenti dell’Ente. Senza il loro apporto, la loro professionalità e la loro disponibilità, i risultati che presentiamo oggi semplicemente non sarebbero stati possibili”.

Conclusa la presentazione del presidente, la parola è passata ai consiglieri provinciali, a partire dal vicepresidente Massimo Antoniotti. Sono quindi intervenuti Roberto Baldi, Ivana Casale, Pietro Danna, Silvano Dovetta, quest’ultimo in collegamento, Stefania D’Ulisse, Loris Emanuel, Alberto Gatto, Simone Manzone (attraverso un videomessaggio), Vincenzo Pellegrino, Rocco Pulitanò e Davide Sannazzaro che hanno tracciato un breve bilancio dell’attività portata avanti sulla base delle deleghe ricevute nell’ultimo biennio o, per chi faceva già parte della precedente composizione del Consiglio, anche nel biennio precedente.