Domenica 18 ottobre sarà l’ultimo giorno di Rinaldo al bar Da Val di Peveragno. Con la chiusura delle saracinesche si interrompe un’esperienza che ha attraversato generazioni, accompagnando la vita quotidiana di tante persone, in attesa di una nuova gestione.
La storia del locale è legata anche a quella di chi, nel tempo, ne ha curato la gestione. A partire da Piero Bono, poi il figlio Massimo, quindi Franco e Graziella Nicolino, Irene, Paola e Manuela, fino a Rinaldo Giordanengo. Nomi che si intrecciano con i ricordi di tanti peveragnesi, in un passaggio di testimone che ha permesso al bar di restare un punto di riferimento nel corso degli anni.
Per molti ragazzi è stata una tappa quasi obbligata prima di andare al cinema o in discoteca, per altri, un luogo dove fermarsi dopo la messa per un aperitivo, scambiare qualche parola o trascorrere un momento in compagnia.
E poi le interminabili sfide a belota, il tradizionale gioco di carte che proprio in luoghi come questo è stato tramandato, imparato e vissuto dagli appassionati. Attorno ai tavoli si sono consumate partite combattute, discussioni e quelle piccole rivalità che rendono speciale la vita di un bar di paese.
Il bar Da Val è stato tutto questo, un luogo di ritrovo e di consuetudini, un locale capace di attraversare il tempo, cambiando gestori e clienti, ma conservando la propria funzione di punto d’incontro.
Oggi, domenica 18 ottobre, sarà l’ultimo giorno per un saluto a Rinaldo, un caffè o una partita a carte. Poi la saracinesca si abbasserà e resteranno i ricordi di chi, almeno una volta, è passato. In attesa di un ritorno.