Alba celebra un nuovo capitolo della propria storia culturale con l’inaugurazione della mostra “Barnaba da Modena ad Alba. La Madonna Bergui: un dono prezioso per la città”, dedicata alla preziosa tavola trecentesca Madonna delle Grazie, dipinta da Barnaba da Modena nel 1380 e donata al Comune di Alba dalla dottoressa Giovanna Bergui.
La mattinata inaugurale di sabato 17 ottobre si è aperta nella sala conferenze di Palazzo Banca d’Alba, in via Cavour 4, con la presentazione del progetto scientifico ed espositivo. L’iniziativa è poi proseguita nel Palazzo comunale, nella sala Consiglio “Teodoro Bubbio”, dove il pubblico ha potuto visitare la mostra accompagnato da un approfondimento dedicato alle opere esposte e al loro contesto storico-artistico.
L’esposizione segna un momento importante per la città: grazie alla generosità della donatrice, la Madonna Bergui entra ufficialmente a far parte delle collezioni civiche albesi, rendendo accessibile alla collettività un’opera di riconosciuto interesse storico e artistico, a lungo custodita dalla famiglia Bergui.
La mostra è promossa dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Alberto Gatto, con la vice sindaco e assessora alla Cultura Caterina Pasini, e accompagna l’ingresso dell’opera nel patrimonio pubblico con un progetto di valorizzazione fondato sulla ricerca, sullo studio e sulla divulgazione.
"La donazione della Madonna Bergui alla città di Alba è un gesto di straordinario valore – dichiarano il sindaco Alberto Gatto e la vice sindaco e assessora alla Cultura Caterina Pasini –. La generosità della dottoressa Giovanna Bergui consegna alla comunità un’opera di grande rilevanza storico-artistica e, al tempo stesso, un pezzo della nostra storia, che da oggi potrà essere conosciuto, studiato e ammirato da tutti. Questa mostra è un’occasione per rendere visibile al pubblico una bellissima opera restaurata e contemporaneamente riscoprire il ruolo che Alba ha svolto in passato nei rapporti artistici e culturali tra il Piemonte, la Liguria e l’Europa. Una mostra resa ancora più significativa grazie al cortese prestito, a cura della Diocesi, della “Madonna con il Bambino e angeli”, tavola sempre del Barnaba da Modena tradizionalmente custodita nella chiesa di San Giovanni. Il prestito consente un prezioso affiancamento visivo delle due Madonne. Valorizzare il patrimonio significa custodire la nostra identità, renderla accessibile alle nuove generazioni e rafforzare il legame tra la città e la sua storia. Ringraziamo la donatrice, gli studiosi, la restauratrice e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa, oltre ai partner che ne hanno sostenuto il percorso. La cultura è un bene comune: ogni opera restituita alla collettività è un patrimonio che si arricchisce e una nuova opportunità per raccontare Alba, la sua storia e la sua bellezza a cittadini e visitatori".
Grande partecipazione alla cerimonia. Oltre al sindaco Alberto Gatto e alla vice sindaco Caterina Pasini, hanno partecipato anche gli assessori comunali Roberto Cavallo, Donatella Croce, Luigi Garassino, Lucia Vignolo, accanto ai consiglieri comunali Martina Amisano, Fabio Ambrogio, Domenico Boeri, Luciano Giri, Mario Marano, Lucia Morcaldi e Massimiliano Vullo.
Al taglio del nastro anche Deneb Teresa Cesana Soprintendente della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Alessandria Asti e Cuneo; Massimiliano Caldera, funzionario storico dell’arte del Ministero della Cultura, in servizio presso la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Alessandria, Asti e Cuneo; Tiziana Carbonati, restauratrice della tavola; monsignor Marco Brunetti, vescovo della Diocesi di Alba; don Claudio Carena parroco della Cattedrale di San Lorenzo e della parrocchia San Giovanni Battista; Tino Cornaglia, presidente di Banca d’Alba; Silvia Gallarato dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici ed Edilizia di Culto della Diocesi di Alba; l’architetto Danilo Manassero curatore dell’allestimento; Margherita Fenoglio consigliera di amministrazione di Banca d’Alba.
Un percorso tra arte, storia e relazioni culturali
Il percorso espositivo approfondisce la pittura e le arti figurative nel Trecento, con particolare attenzione alla presenza di Barnaba da Modena ad Alba e ai legami che collegavano il territorio alle principali aree culturali dell’Italia nord-occidentale e dell’Europa.
Articolata in due sezioni, la mostra propone dapprima uno sguardo sul Trecento albese, tra gli echi del gotico francese e le influenze del mondo lombardo, attraverso testimonianze di arte sacra provenienti da chiese e istituzioni del territorio. La seconda sezione è dedicata a Barnaba da Modena e presenta la Madonna delle Grazie, nota come Madonna Bergui, accanto alla Madonna con il Bambino e angeli, conservata nella chiesa di San Giovanni ad Alba.
Pittore originario di Modena e attivo nella seconda metà del XIV secolo, Barnaba fu una figura centrale della pittura nell’Italia nord-occidentale. La sua produzione, caratterizzata dall’incontro tra la tradizione bizantina e il realismo di matrice giottesca ed emiliana, ebbe ampia diffusione, soprattutto in Liguria, raggiungendo anche il Piemonte e altre aree italiane ed europee.
La Madonna Bergui rappresenta una testimonianza significativa di questa circolazione artistica. Già oggetto di attenzione da parte degli studiosi all’inizio del Novecento e presentata nel 1938 nella mostra Gotico e Rinascimento in Piemonte a Torino, l’opera contribuisce a documentare il rapporto tra Barnaba e Alba, città che nel Medioevo fu un importante punto d’incontro tra itinerari commerciali, influenze politiche e scambi culturali.
L’esposizione si inserisce inoltre in un ambiente di particolare interesse storico-artistico, che custodisce opere come la Madonna col Bambino e i santi Francesco d’Assisi e Tommaso d’Aquino con due dame oranti di Macrino d’Alba, del 1501, e Il Concertino di Mattia Preti.
La mostra “Barnaba da Modena ad Alba. La Madonna Bergui: un dono prezioso per la città” è allestita nella sala Consiglio “Teodoro Bubbio” del Palazzo comunale in Piazza Risorgimento 1 ed è visitabile fino al 3 gennaio 2027.
Orari di apertura
Venerdì: dalle 15 alle 19.
Sabato e domenica: dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19.