
Dal 1940 al 1945: una manciata di anni passati sotto gli occhi di una ragazza, Marta, e insieme a lei di un paese, Murazzano, scosso dalla Storia. Il romanzo racconta nella prima parte la guerra senza mai allontanarsi troppo da Murazzano. Semmai è la guerra che scivola silenziosa nelle case di tutti. Toglie il fiato. Siede al tavolo e smorza le parole.
È il 1940 quando quella guerra si porta via il fratello Piero. Prima in Grecia, poi in Russia. È un incedere che viene raccontato sempre dal punto di vista del paese, di una famiglia con l’accortezza di non voler parlare della storia, bensì di scavare nelle relazione che vengono sconvolte.
La Storia preme sulla porta per entrare. La sensibilità dell’autrice riesce a tenerla fuori. Le concede solo alcuni echi che pare vengano da un mondo lontano. Il mondo di Marta, di Piero, della sua famiglia è invece tutto tra quelle mura e quei campi tenuti insieme da affetti profondi. L’Africa appare un territorio lontano. La Russia si presenta solo attraverso le lettere che arrivano, mentre Marta sente il peso della lontananza: “non era la prima volta che mi separavo da Piero, riflette, ma il fatto di sapere che fosse così lontano mi provocava un dolore lancinante”.
Dopo arriva l’8 settembre. Marta è ragazza sveglia. Mentre in paese sembrano tutti travolti dall’entusiasmo delle notizie, lei fatica a gioire: “come quando inizia a piovere dopo mesi di siccità e non sai se sarà un temporale che disseta… o una piena che travolge”. La seconda parte del romanzo la vede protagonista delle vicende, non solo spettatrice.
Sono gli anni più duri che Marta attraversa sempre più coinvolta. Ben presto viene a contatto con i partigiani. Ma anche in questo caso l’autrice non si lascia travolgere dagli eventi. Dietro i fatti legge una storia più intima, capace di reggere ideali, fatta di legami silenziosi, intessuta dall’impegno di alcune donne. Quasi il romanzo sfiora il racconto di formazione. Una fitta rete di consegne tra sarte coinvolge Marta che lentamente capisce quanto sta accadendo e aderisce alla Resistenza “celebrando” quella lotta silenziosa condotta nelle case e nei paesi esposti alla violenza cieca.
Come fiori mai sbocciati
di Sara Stassi
Editrice ArabaFenice
euro 18