Nel 2021 aveva sfregiato un uomo ed era stato condannato a una pena detentiva con il divieto, una volta uscito di prigione, di avvicinarsi ancora alla vittima. Dopo alcuni mesi dal suo rilascio però C. D., 39enne originario della Nuova Guinea, incontrò nuovamente quell’uomo, N. E. M., 30enne somalo, e contravvenendo al divieto di avvicinamento disposto dall’autorità giudiziaria, gli si avvicinò lanciandogli una bottiglia e ferendolo alla fronte e allo zigomo. Il fatto risale a maggio 2023 quando i due, ubriachi, vennero a contatto in piazza Boves a notte fonda. Il somalo ha riferito in aula di essere stato aggredito e di essersi difeso accoltellando l’altro. L’imputato ha invece offerto una diversa versione dei fatti sostenendo di essere stato avvisato più volte da alcuni conoscenti che N. E. aveva intenzione di vendicarsi per quello sfregio ammazzandolo: “Quello che è accaduto in piazza Boves era un regolamento di conti. Dal giorno della scarcerazione la mia vita è in pericolo. Ero già stato aggredito alla stazione e mi ero rivolto alla Polizia, ero diventato una preda”. C. D. ha raccontato che quella sera in piazza Boves alcuni amici del trentenne somalo lo avevano avvicinato e solo dopo comparve anche lui: “Si avvicinò con un coltello e mi fece un taglio sulla guancia, poi mi disse che era arrivato il giorno in cui mi avrebbe ammazzato. Ho preso una bottiglia dal cassonetto e gliel’ho tirata, lui è caduto malamente a terra. Mi avvicinai preoccupato, gli tolsi il coltello, lo pregai di finirla lì, che ero venuto in Italia per cambiare la mia vita, volevo fare la pace. Ci siamo abbracciati, mi sono offerto di accompagnarlo al pronto soccorso ma lui non ha voluto”. Di lì a poco però i due, feriti e sanguinanti, si ritrovarono in pronto soccorso ed è lì che venne sequestrato a C. D. il coltello con cui l’altro lo aveva ferito. Nessuna delle due versioni dei fatti ha tenuto conto delle immagini delle telecamere stradali che avevano ripreso buona parte della lite e in base alle quali l’imputato avrebbe anche lanciato sassi trovati a terra e insieme all’altro sarebbe scappato quando passò una pattuglia della Polizia. Chiarimenti che potrebbero venire dall’ultima deposizione di una testimone del fatto, chiamata a deporre alla prossima udienza prevista per il 27 ottobre.