Una splendida cornice, e una ricca platea, hanno accolto venerdì 9 ottobre la presentazione del “Progetto Antibullismo” voluto dal Rotary Savigliano e, in particolare, dal suo presidente Marco Varetto.
La sala congressi a Palazzo Villa di Savigliano, sede del Rotary, ha accolto ben tre sindaci (quelli di Savigliano, Antonello Portera, di Marene, Alberto Deninotti e di Cavallermaggiore Davide Sannazzaro) oltre al dirigente scolastico dell’“Arimondi-Eula” Luca Martini, personale scolastico di varie città e al consigliere comunale Giacomo “Jack” Calcagno.
Dopo una breve introduzione del giornalista Doriano Mandrile il presidente Rotary Marco Varetto ha spiegato che "per i rotariani il 'servizio' viene al primo posto, perché noi siamo fortunati e metterci a disposizione degli altri è un modo per condividere con la società un po’ di quello che abbiamo, e questo progetto, che cerca di combattere il bullismo partendo proprio dalle scuole, ci è sembrato assolutamente un ottimo modo per 'servire'!". Prendendo il via dal libro “Harper Evans e la stella dei desideri” di Luca O'Connor, lui e il professor Maurizio Biancotti hanno realizzato il gioco “La stella dei desideri” che tende a far emergere, con la chiave ludica, episodi di bullismo tra i giovanissimi e, soprattutto, far capire anche ai bulli quanto tutto questo sia sbagliato.
Il Rotary Savigliano ha finanziato la realizzazione e la distribuzione ad alcune scuole del territorio, principalmente le elementari, delle confezioni de “La stella dei desideri” e gli incontri che Luca O'Connor e Maurizio Biancotti terranno direttamente nelle classi coinvolte.
Luca O'Connor, che oltre ad essere scrittore è anche un raffinato attore, ha poi tenuto un toccante monologo sul bullismo raccontando che il bullo è "quello che entra in classe e sembra che stia arrivando il protagonista di un film. Cammina piano. Guarda tutti. Fa una battuta. Una battuta! Perché mica gli hai dato un pugno. Mica gli hai rotto un braccio. Mica gli hai fatto niente. Hai solo parlato. E poi, diciamolo, era una battuta. Una battuta. Perché se tu fai ridere dieci persone e ne fai piangere una, puoi sempre dire: “dai, stavo scherzando”. E qualcuno ride. Perché bisogna ridere. Anche se non fa ridere. Anzi, soprattutto se non fa ridere".
Per aiutare chi è bullizzato a volte non serve essere eroi ma ci si può ispirare alla battuta conclusiva del monologo di Luca O'Connor: «“dai che era solo una battuta…”. Ma se dopo averla detta non c’è più nessuno che ride, allora forse… non era solo una battuta».
Sicuramente il bullismo non si vince con un gioco, ma il bullismo si vince “anche” con un gioco come “La stella dei desideri”. E con la sensibilità di persone, come in questo caso i soci del Rotary Savigliano, che si mettono ancora una volta a disposizione.




