cronaca

Vede la Polizia e ingoia 16 dosi di crack: condannato ad un anno di reclusione

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L'episodio nel 2023 in corso Giolitti a Cuneo

Camilla Pallavicino 13 ottobre 2026

Cuneo

Quando vide avvicinarsi gli agenti della Squadra Mobile ingoiò le sedici dosi di crack avvolte nel cellophane che nascondeva in bocca: con l’accusa di detenzione e spaccio di droga è stato rinviato a giudizio M.D., 36enne fermato il pomeriggio del 6 giugno del 2023 in corso Giolitti nei pressi della stazione.

“In seguito a numerose segnalazioni di residenti avevamo organizzato un servizio di controllo per quel giorno con agenti in borghese - ha riferito in aula l’agente che esegui l’arresto - e notammo questo uomo che si aggirava con fare sospetto; erano circa le sei del pomeriggio quando arriva il treno da Torino con le persone che vengono a comprare una dose. Quando ci identificammo e gli chiedemmo i documenti, vidi per un attimo qualcosa di giallo fosforescente nell’angolo della bocca. Aveva iniziato con fatica a ingoiare le dosi che nascondeva in bocca”.

Nonostante la ridotta dimensione di ogni dose - ‘tegolino’ nel gergo di strada - gli agenti lo portarono subito all’ospedale dove la Tac confermò la presenza di corpi estranei e l’uomo venne tenuto sotto osservazione fino a quando le dosi non vennero tutte ‘espulse’.

“Aveva ingoiato 16 dosi di crack in cristalli da fumare - ha spiegato ancora il poliziotto - una quantità elevata se consideriamo che in bocca se ne possono conservare al massimo 18. Ogni dose costa 20/30 euro, lui in tasca aveva 40/50 euro, forse ne aveva già vendute due”.

L’imputato assistito dall’avvocato Fabrizio Di Vito ha spiegato che la droga l’aveva comprata a Torino per poi consumarla insieme ad un amico italiano di cui non ha fornito il nome. Ha anche detto di essere arrivato in Italia nel 2008 e solo dopo quel fatto aveva trovato un lavoro stabile. Di essere pentito per quel gesto istintivo quando vide avvicinarsi gli agenti, manifestando la volontà di disintossicarsi al Sert.

A conclusione dell’istruttoria il pubblico ministero, considerati anche i precedenti dell’uomo ne ha chiesto la condanna a 2 anni di reclusione.

Il giudice ha accolto questa richiesta, contenendo però la pena ad 1 anno di reclusione.