
Quando il nonno Gigi muore, la vecchia casa di campagna si fa silenziosa come un libro chiuso troppo in fretta. Nina e Michele, giovani sorella e fratello legati da un’intesa istintiva, tornano lì mossi da un bisogno che non sanno spiegare: ritrovare qualcosa di lui, e forse anche qualcosa di sé stessi. Questo tesoro è in un baule dimenticato, perduto e ritrovato, tra lettere che nessuno aveva letto e parole del cuore mai ascoltate. Da quelle righe emerge una storia antica e familiare che parla di guerra e di pace, di scelte difficili, di fratellanza, di gratuità, di amore, di distanze che solo la scrittura riesce a colmare. Mentre leggono, Nina e Michele attraversano il tempo e riscoprono il valore profondo della memoria, della parola scritta, del raccontarsi e del raccontare con originalità, dei legami che non si spezzano nemmeno quando sembrano scomparsi o ostacolati dagli eventi. Sarà un luogo inaspettato - una vecchia libreria, schiva e appartata - ad aprire uno spiraglio inatteso: un luogo dove i libri non si limitano a raccontare storie, ma insegnano a viverle, e l’amore prende forme inattese. Un romanzo sulla forza dei legami familiari, sulla pace trovata dopo il dolore, sull’amore che sorprende, sul potere delle parole ascoltate, lette, scritte, tramandate, donate. Marco Pappalardo traccia con delicatezza la storia di Nina e Michele, ci innamoriamo di loro mentre conosciamo le storie del nonno tramite le quali la casa, prima silenziosa, si riaccende alla luce del ricordo, della riscoperta in un infinito e intimo gioco che solo la scrittura, quando è vera, riesce a regalare.
Scritto rimane l’amore
di Marco Pappalardo
San Paolo
euro 13