“Siamo argentini, ma siamo piemontesi”. È una frase che racconta più di un secolo di emigrazione e un legame che continua a vivere a migliaia di chilometri di distanza.
Nei giorni scorsi il Comune di Boves ha accolto Raúl Beltramo, arrivato da Freyre, in Argentina, insieme alla moglie Marita. Raúl fa parte della “Familia Piemontesa de Freyre”, una delle comunità nate grazie agli emigrati piemontesi e ai loro discendenti.
A sorprendere è soprattutto la lingua. Raúl non parla italiano, ma parla piemontese. Ha raccontato che, quando incontra per strada un argentino di origine piemontese, lo saluta nel dialetto tramandato dalle generazioni precedenti.
Una lingua che a Freyre continua a rappresentare qualcosa di molto concreto. Il 28 aprile 2026 la municipalità argentina ha promulgato l’ordinanza che ha dichiarato il piemontese patrimonio culturale immateriale della comunità.
Il rapporto con il Piemonte, del resto, è profondamente radicato. Freyre è gemellata dal 1997 con Barge. Negli anni delegazioni argentine sono state più volte nel Cuneese e gli scambi hanno coinvolto anche giovani e scuole. Testimonianze raccolte dal Comune di Barge raccontano una comunità che ha conservato lingua, cucina, canti e tradizioni portate in Argentina dagli emigranti.
Boves ha invece rapporti con Balnearia, altra città della provincia di Córdoba alla quale la comunità bovesana è legata da una lunga storia di amicizia.
Il rapporto tra Boves e Balnearia prese forma durante l’amministrazione di Piergiorgio Peano e sviluppata successivamente da Riccardo Pellegrino, anche grazie all’impegno dell’allora consigliere Remo Marinacci. Nel 2000 furono poste le basi del gemellaggio e nel 2011 una delegazione bovesana raggiunse l’Argentina per le celebrazioni dei cento anni dalla fondazione della città. Quel legame era tornato d’attualità anche nel giugno 2025, durante l’incontro a Cuneo tra il sindaco Matteo Ravera e l’ambasciatore argentino in Italia Marcelo Martin Giusto.
Freyre e Balnearia raccontano dunque storie diverse ma con una radice comune, quella dell’emigrazione piemontese verso l’Argentina. La visita di Raúl e Marita a Boves ne ha offerto una testimonianza particolare. Perché, dopo generazioni e dall’altra parte dell’oceano, c’è ancora chi incontra un amico per strada e gli parla in piemontese