cronaca

Scazzottata a Fossano, due ragazzi condannati per lesioni reciproche

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Si è chiuso il processo che vedeva coinvolti i due giovani dopo un pestaggio avvenuto a settembre del 2021

Camilla Pallavicino 09 ottobre 2026

Fossano

Erano stati rinviati tutti e tre a giudizio con l’accusa di rissa per la scazzottata che ebbe luogo in via S. Giovanni Bosco a Fossano una sera di settembre del 2021; due di loro si erano poi querelati a vicenda per le lesioni reciproche (uno col naso rotto e l’altro con un pestone al piede) e nel processo che si è concluso al tribunale di Cuneo rivestivano quindi la condotta di imputati e parti civili. Ad avere la peggio era stato S.B. che nella colluttazione riportò il naso rotto e che per primo aveva dato fuoco alle polveri quando, uscendo dal locale dove stava festeggiando il compleanno di un’amica, incrociò i due amici che passeggiavano con una ragazza. Aveva alzato il gomito durante la festa ed era uscito a prendere aria. Ancora un po’ annebbiato dall’alcol, quando incontrò lo sguardo dei due amici che camminavano, gli si rivolse dandogli dei ‘fascistelli di m…a’; a quel punto D.C. e P.C. avrebbero reagito a modo loro alla provocazione. Unica testimone del fatto è stata la signora che abitava nel palazzo dall’altra parte della via e che sentendo le urla concitate in strada si affacciò e vide uno dei tre con camicia bianca e occhiali che teneva le mani di un ragazzo mentre un altro con la giacca lo picchiava; lei gli disse di smetterla e i due si allontanarono mentre a terra rimase proprio S.B. col naso rotto e diverse altre contusioni e la camicia tutta sporca di sangue. Trasportato al pronto soccorso al ragazzo venne medicato il naso rotto e le altre contusioni con una prognosi di venti giorni; più lieve la condizione di D.C. che aveva riportato un pestone al piede e che andò in ospedale il giorno successivo. A conclusione dell’istruttoria il pubblico ministero aveva evidenziato il ruolo attivo di tutti e tre i ragazzi in quella scazzottata chiedendone la condanna per rissa, con una pena più elevata per D.C. (8 mesi) e S.B. (6 mesi e 10 giorni) per via delle lesioni reciproche, e 6 mesi per P.C. Per i difensori dei tre ragazzi invece quella sera non ci fu alcuna rissa ma solo un’aggressione da cui i propri assistiti avevano cercato di difendersi. Una dinamica parzialmente accolta dal giudice, che ha assolto i tre ragazzi dall’accusa di rissa, riconoscendo però D.C. e S.B. autori delle lesioni reciproche, per le quali sono stati condannati, rispettivamente, al pagamento di 1500 e 700 euro di multa.

Fossano lesioni reciproche