Il Cuore Immacolato di Maria festeggia settant’anni. Tre giorni di eventi scandiscono questa celebrazione.
Si comincia venerdì 9 ottobre alle 21 con il concerto “Libera la pace, che ci libererà”: la cantoria del Cuore Immacolato di Maria, con la collaborazione dei giovani, presenta il concerto spirituale frutto di un confronto e di un ascolto a più voci, nel percorso di avvicinamento e preparazione alla 59° Marcia della Pace.
“Disarmare, togliere, liberare... Sono parole ancora poco presenti nelle nostre vite - riporta la presentazione -. La pace sembra una realtà così lontana, non alla nostra portata, in mano ai potenti che decidono le sorti del mondo; la desideriamo ed aspettiamo che arrivi come un cambiamento radicale ed improvviso. Eppure, piano piano, il nostro desiderio di pace può diventare una possibilità: possiamo disarmare i nostri sistemi di difesa e di offesa, disarmare le nostre parole, le nostre mani, i nostri cuori, cambiare la mentalità, credere nelle persone per quello che sono”. Ingresso libero.
Poi la festa entrerà nel vivo nella due giorni di sabato 10 e domenica 11 ottobre. Sabato alle 16.30 sono previsti giochi per bambini e ragazzi, alle 19 l’apericena, a seguire lo spettacolo del fuoco “I custodi delle fiamme” con i Calidè di Prismadanza. Domenica alle 10.30 verrà celebrata la messa della comunità, cui segue il pranzo comunitario.
“Settant’anni di passi, nuovi inizi, ripartenze, scoperte, perdite, fatiche, relazioni, canti, giochi, viaggi, campeggi, gruppi, accoglienza, solidarietà, sfide superate e sogni condivisi - fanno sapere dalla comunità del Cuore Immacolato -. In questo lungo viaggio sono tanti i don che hanno guidato e condiviso i nostri passi: a ognuno di loro va un grazie speciale per tutto il buono che ci ha lasciato e per aver costruito un pezzo della nostra storia”. Una comunità viva anche per merito di chi ha creduto in questo progetto: “Se la nostra comunità è così viva è grazie a chi ci è stato e chi c’è: volontari, collaboratori, giovani, famiglie, anziani e tutti coloro che, anche solo per un breve tratto, hanno condiviso questa strada. Ognuno ha saputo portare il proprio prezioso tassello: una competenza, un sorriso, il proprio tempo. È questa pluralità di voci e di energie che ha reso la comunità viva e in cammino. Oggi, guardando avanti al nuovo inizio, l’augurio più grande che ci facciamo è proprio questo: continuare a camminare, non stare mai fermi, saper uscire, guardare agli altri e crescere ancora, insieme”.