cronaca

Accusato di turbativa d'asta, è stato assolto

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Nel processo l'uomo aveva rinunciato alla prescrizione per dimostrare la propria innocenza, nell'ambito di un'inchiesta su appalti

Camilla Pallavicino 06 ottobre 2026

Mondovì

Aveva scelto di rinunciare alla prescrizione per poter dimostrare in aula la propria innocenza e ha avuto ragione: Paolo Borello, responsabile commerciale della S.info, è stato assolto per non aver commesso il fatto dall’accusa di turbativa d’asta nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti di Mondo Acqua. Erano stati imputati l’ex presidente Gino Ghiazza, Daniele Camperi membro della commissione aggiudicataria, Claudio Pontiglione direttore tecnico della Tecnoedil, Salvatore Columbro amministratore della S.info. L’inchiesta partì nel 2022, al cambio dei vertici aziendali, dalla denuncia di una dipendente che scoprì la propria firma falsificata sul verbale di una gara di appalto che riguardava proprio la gestione dei servizi informatici affidati alla S.info; altri verbali di gare considerati irregolari riguardavano la manutenzione della rete idrica e di gestione della lettura dei contatori. I reati riguardavano fatti commessi tra il 2016 e il 2018 e la prescrizione arrivò nel 2025, quando era ancora in corso di svolgimento il processo. Per tutti gli imputati è stato dichiarato il non luogo a procedere, a eccezione di Paolo Borello che ha scelto di rinunciare alla prescrizione e di proseguire i processo. In aula il responsabile commerciale aveva spiegato di essere stato chiamato nel corso del 2016 per una consulenza che evidenziasse le criticità del sistema informatico della società, considerato ormai obsoleto. Quell’analisi diventò una relazione e poi un progetto su sollecitazione dell’amministrazione di Mondo Acqua. Il costo di quel progetto era 60.000 euro e nel mese di settembre a Borello venne detto che per quella cifra era necessaria una gara d’appalto: “Prima di settembre 2016 nessuno mi parlò di gara d’appalto, anche perché avrei dovuto chiedere alla mia dirigenza se voleva partecipare a una gara pubblica dato che solitamente noi lavoravamo con privati”, ha riferito in aula Borello, aggiungendo che fu l’ingegnera di Mondo Acqua a chiedergli i documenti con la loro relazione tecnica dicendo che non aveva mai preparato un bando per sistemi informatici e le sarebbe servito per spiegare le criticità del loro sistema e come risolverle. “Le diedi due documenti, il primo con l’analisi delle criticità che poteva essere utile anche agli altri partecipanti, il secondo invece era il nostro progetto e teoricamente non poteva essere condiviso con gli altri”. Accadde invece che parti di quel progetto finirono nel bando e, anche se non ci furono altri partecipanti, la gara risultò ritagliata appositamente per l’unica concorrente, la S.info che si ritrovò indagata nell’inchiesta della procura di Cuneo. Nella sua requisitoria il procuratore Onelio Dodero non ha potuto che rilevare come all’interno di Mondo Acqua il rispetto della norma era una circostanza assolutamente casuale e comunque non voluta: “Se fossero stati tutti d’accordo dall’inizio allora anche Borello sarebbe implicato, ma il loro comportamento lascia dei dubbi, poiché non avrebbero agito in questo modo, inserendo nel bando intere frasi copiate dal progetto dell’unica concorrente. Lascia perplessi quindi il fatto che Borello si sia voluto suicidare con le sue mani”, concludendo la requisitoria con la richiesta di assoluzione cui si è associata la difesa con l’avvocato Martinetti che ha voluto sottolineare l’assoluta genuinità del comportamento del proprio assistito che a fronte del lavoro già svolto con le due relazioni fece preparare un’offerta per l’appalto ignaro del fatto che non ci fossero altri concorrenti e proponendo anche un ribasso per la propria offerta. Dal punto di vista giuridico inoltre l’avvocato ha sottolineato che in assenza di altre domande, in quell’affidamento diretto senza gara d’appalto, anche se illegittimamente disposto, non era ravvisabile alcun reato.


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