cronaca

A processo per detenzione e spaccio di droga

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La sostanza stupefacente conservata in un nascondiglio nei pressi della stazione di Mondovì

Camilla Pallavicino 05 ottobre 2026

Mondovì

Dei ragazzi lo avevano avvicinato circa quattro anni fa alla stazione di Mondovì, offrendogli dell’hashish e lui, commerciante della medesima cittadina, aveva accettato: “Mi dissero di aspettare e si allontanarono, poi tornarono con la droga che vendevano a 10/20 euro al grammo. A volte andavano a prenderla in questo nascondiglio vicino alla stazione, mentre altre volte l’avevano in tasca”. Erano una decina di ragazzi, ma lui ne aveva riconosciuti due, che poi sono stati indagati con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Al tribunale dei minori era finito M.J., all’epoca dei fatti 16enne; i Carabinieri lo avevano controllato a settembre del 2022 durante la fiera di Vicoforte, mentre estraeva dalla tasca dell’hashish per un amico che era con lui. In tasca i militari gli trovarono un pacchetto con 27 grammi. Il giovane disse che era di un suo amico S.B., da poco maggiorenne e attuale imputato per detenzione e spaccio al Tribunale di Cuneo. Il ragazzo, fermato dai Carabinieri, disse che quella droga era dell’amico, il quale gli aveva detto di portarla quella sera a Vicoforte. Ai militari che poi gli chiesero se avesse mai spacciato, il ragazzo raccontò del commerciante di Mondovì che successivamente, rintracciato dai militari, riconobbe in foto i suoi fornitori, deponendo anche in Tribunale. Sul cellulare di S.B. i Carabinieri trovarono delle foto che lo ritraevano accanto a dei panetti di droga poggiati su un muretto. Gli inquirenti trovarono anche il nascondiglio dove i ragazzi conservavano la droga nei pressi della stazione.

A conclusione dell’istruttoria, il Pubblico Ministero ha chiesto per l’imputato S.B. la condanna a un anno e sei mesi di detenzione, mentre il difensore del giovane ne ha chiesto l’assoluzione, contestando alcune delle accuse di spaccio riferite dal commerciante e risalenti a un periodo precedente il settembre del 2022, quando ancora il suo assistito era minorenne e imputabile davanti ad un diverso tribunale. Per quanto riguarda, invece, l’accusa di detenzione e spaccio per il pacchetto di 27 grammi trovato in tasca all’amico, l’avvocata Bussone ha sottolineato la mancanza di riscontri oggettivi al racconto dell’amico minorenne, a sua volta sotto processo a Torino, che più volte nel corso dell’indagine avrebbe modificato la propria versione dei fatti, risultando del tutto inattendibile.

Ascoltate le parti, il giudice ha rinviato l’udienza al 30 novembre per le repliche e la sentenza.


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