Dal 9 ottobre prenderà il via “Need a Hand?”, il nuovo progetto di Servizio Civile promosso dalla Provincia di Cuneo in collaborazione con l’Asl Cn1 e la Medicina d'Urgenza di Savigliano, che proseguirà per dodici mesi.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di migliorare l’accoglienza delle persone che accedono al Pronto Soccorso di Savigliano, con un’attenzione particolare ai pazienti più fragili e ai loro accompagnatori e caregiver.
I volontari, che hanno concluso uno specifico corso di formazione, saranno presenti dal lunedì al venerdì, indicativamente nella fascia oraria compresa tra le 8 e le 20, e saranno facilmente riconoscibili grazie a una divisa gialla. La loro presenza non sostituirà naturalmente le funzioni del personale sanitario, ma avrà un ruolo di supporto nell’accoglienza, nell’orientamento e nell’accompagnamento delle persone durante il percorso all’interno del Pronto Soccorso e, quando necessario, verso altri servizi e reparti dell’ospedale.
La finalità centrale del progetto è rendere l’accesso alle cure di emergenza più accogliente, comprensibile e attento alle esigenze della persona, tutelando la dignità degli utenti, degli accompagnatori e dei caregiver e contribuendo, allo stesso tempo, a migliorare il contesto relazionale nel quale opera il personale sanitario.
“I volontari potranno accompagnare pazienti e familiari fin dall’ingresso in Pronto Soccorso – spiega il direttore del Dea Giuseppe Lorenzati - fornire informazioni sul funzionamento e sui percorsi della struttura, aiutare le persone a individuare reparti e servizi, segnalare al personale eventuali situazioni di criticità e offrire un sostegno particolare agli utenti soli, fragili o in condizioni di disagio. Un’attenzione specifica sarà rivolta anche alla comprensione delle indicazioni ricevute e
all’individuazione di percorsi più semplici o dedicati per le persone non autosufficienti o con particolari difficoltà.”
“Need a Hand?” vuole quindi introdurre in Pronto Soccorso una figura riconoscibile e facilmente avvicinabile, capace di fare da punto di riferimento nei momenti in cui l’attesa, la preoccupazione e la difficoltà di orientarsi possono aumentare il disagio di pazienti e familiari. Un progetto che affianca alla risposta clinico-assistenziale una maggiore attenzione alla relazione, all’informazione e all’accompagnamento, contribuendo a rendere il Pronto Soccorso un ambiente più accessibile e inclusivo.