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Castelmagno e parte dell'alta valle isolati per oltre una settimana

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Senza linea telefonica per nove giorni a causa del danneggiamento accidentale di un cavo durante i lavori di posa della fibra

Redazione 02 ottobre 2026

Castelmagno

Dal 23 settembre e fino a stamattina (venerdì 2 ottobre), Castelmagno e parte dell'alta Valle Grana sono stati senza servizi di telefonia fissa e mobile. Un guasto di 9 giorni che ha significato POS inutilizzabili, attività in difficoltà e soprattutto l'impossibilità di contare con certezza sul telefono in caso di emergenza.

Non è la prima volta; il disguido si era verificato già alcune settimane fa. In quel caso la causa era stata individuata nel danneggiamento accidentale di un cavo durante i lavori per la posa della fibra. Anche questa volta il blackout riguarda un cavo danneggiato mentre sul territorio sono in corso i lavori per la nuova infrastruttura. Resta da chiarire che cosa sia successo e, soprattutto, perché siano trascorsi così tanti giorni senza riuscire a ripristinare il servizio.

Il sindaco Alberto Bianco ha riferito di aver effettuato decine di segnalazioni, coinvolgendo impresa, gestori telefonici e Prefettura. Sebbene ora l’emergenza sia rientrata, non possiamo fare finta di niente: Castelmagno è rimasto senza segnale per 9 giorni.

In questi giorni sul web si è attivata anche una rete spontanea di solidarietà, con persone disponibili ad aiutare i residenti e persino ad accompagnarli nei paesi vicini per poter telefonare.

A denunciare la situazione anche la consigliera regionale Giulia Marro (Avs) che ha presentato un'interrogazione in consiglio comunale per chiedere che si verifichino responsabilità e tempi. "Il caso di Castelmagno ci obbliga a ragionare anche sul modello che abbiamo costruito. Nelle aree bianche la nuova infrastruttura Bul è finanziata con risorse pubbliche e rimane di proprietà pubblica, ma costruzione, gestione e manutenzione vengono affidate in concessione. Quando tutto funziona, il sistema può apparire efficiente. Quando qualcosa si rompe, però, scopriamo quanto sia difficile per un sindaco o per un'istituzione ottenere un intervento immediato. Una contraddizione particolarmente evidente nelle aree interne, dove poche utenze significano anche un minore interesse economico per gli operatori. A Castelmagno gli abitanti sono appena una cinquantina. Ed è esattamente qui che deve intervenire la politica. Se affidiamo servizi e manutenzione a soggetti esterni per ragioni di organizzazione ed efficienza, dobbiamo contemporaneamente costruire strumenti pubblici abbastanza forti da garantire tempi di intervento certi. Altrimenti accade un paradosso: i cittadini si rivolgono al sindaco, perché giustamente vedono nelle istituzioni il loro riferimento; lui si rivolge a presidenti di Provincia, Regione… ma nessuno sembra avere gli strumenti per mandare una squadra a riparare il guasto. Altrimenti perché ci sarebbe voluto così tanto per intervenire? L'interrogazione serve a questo: qualcuno dovrà spiegare in una sede istituzionale che cosa non ha funzionato. Non mi interessa trovare un colpevole da indicare sui giornali, mi interessa capire dove si è inceppato il sistema e come evitare che succeda di nuovo".


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