cronaca

Ultraottantenne a processo con l'accusa di lesioni colpose gravi

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L'uomo guidava la Panda che il 7 aprile 2021 si scontrò contro un furgone davanti al vivaio Garden

Camilla Pallavicino 28 settembre 2026

Mondovì

“Ho messo la freccia per svoltare a sinistra dentro il vivaio e il veicolo che veniva dalla parte opposta era lontanissimo. Ho iniziato la manovra per svoltare e in un attimo il furgone mi è venuto addosso”. Sono le parole usate da G.R., l’83enne monregalese per fornire la propria versione dei fatti sull’incidente stradale accaduto il 7 aprile del 2021 davanti al vivaio Garden sulla provinciale 564 e per il quale è stato rinviato a giudizio con l’accusa di lesioni colpose gravi.

La Panda su cui viaggiava con la moglie venne urtata sulla parte posteriore destra e riportò pochi danni; ad avere la peggio fu il conducente del furgone che, dopo l’urto con la Panda, che cercò di evitare con una sterzata d’emergenza, sbattè contro un camion che procedeva dietro l’imputato, per poi finire dentro un canale. Quell’incidente gli causò la rottura di cinque costole, una contusione al fegato e danni ai polmoni che gli provocarono una polmonite: al mese di ricovero in ospedale seguirono ancora cure per circa un anno prima della guarigione, che rimase comunque parziale dal momento che all’uomo è stata riconosciuta una invalidità al 50%, con problemi a parlare, deglutire e a muovere la parte sinistra del corpo.

Secondo il perito di parte civile ascoltato nel corso dell’ultima udienza, la Panda avrebbe iniziato la manovra prima del passo carraio con la linea tratteggiata, in un punto dove la linea di mezzeria era ancora continua e l’urto non si sarebbe verificato quando la Panda era già quasi fuori dalla carreggiata, come sostenuto dall’imputato, ma in mezzo ad essa, costringendo il 50enne conducente del furgone ad una sterzata di emergenza poiché in quel momento la carreggiata era ostruita. Il perito ha aggiunto che il furgone procedeva entro i limiti, ad una velocità di circa 60km/h che furono sufficienti a sterzare, vista la manovra repentina della Panda, ma non a frenare.

Il signor G.R. aveva anche dichiarato di non aver potuto soccorrere il ferito, ma di essersi avvicinato e di aver visto che era senza cinture, un’affermazione contestata dal perito della parte civile il quale ha rilevato che lo sterzo non era deformato, cosa che sarebbe stata normale in seguito a un un urto violento anche in presenza di airbag.

L’udienza è stata rinviata al 5 ottobre per ascoltare il perito della difesa.


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