Foto Pixabay

editoriale

La dignità del riposo

Un tempo che non sottrae energia, ma la moltiplica

Maura Anfossi 27 settembre 2026

Cuneo

Riposare è un arte. Non è la somma degli scampoli di tempo ritagliati tra gli impegni o ciò che resta quando sono terminate le nostre attività. Ha una dignità tutta sua, conosciuta e valorizzata già nelle civiltà antiche. Nel mondo greco, accanto al tempo produttivo era previsto il tempo libero, ritenuto una caratteristica imprescindibile per definire un uomo libero. Il riposo era ritenuta la qualità essenziale, il privilegio di chi non era costretto per sopravvivere a subire le pressioni costanti dello stato di necessità.

Il riposo e il tempo libero, segnati dalla lentezza e da ritmi più tranquilli rispetto allo scorrere della quotidianità, erano ritenuti l’humus per potersi dedicare a se stessi attraverso la riflessione interiore e l’attività fisica. Il riposo non è neanche automaticamente assenza di fatica o disimpegno, ma libertà dalle pressioni esterne ed interne e svincolo dall’attesa dei risultati. È abitare un tempo che abbia ritmi che ci corrispondono e flessibilità per cambiare rotta in base al nostro sentire.

Una delle possibilità più riposanti è vivere una giornata senza orari e senza impegni o appuntamenti prefissati. Riposo è dare tempo alla mente, non solo al corpo, di rigenerarsi e di vagare qua e là. La concentrazione è una risorsa preziosa e un allenamento imprescindibile per costruire una personalità solida e resiliente, tenace e determinata, ma deve essere intervallata dal mind wondering, quel vagabondaggio interiore che ci permette di soffermarci a curiosare un pensiero, uno stimolo, un’emozione analogamente a ciò che succede quando vaghiamo in una città senza meta, proprio solo per il gusto di camminare e curiosare tra le sue vie.

Anna Maria Foli, autrice del libro L’arte di riposare, sottolinea come il riposo sia spazio vitale che deve essere desiderato, poi costruito, infine difeso.

Non è scontato sapersi riposare, soprattutto in un mondo che premia la produttività, l’accelerazione, il multitasking, il divertimento organizzato e l’ingordigia di esperienze.

Meglio un’esperienza in meno ma un tempo cuscinetto in più per passare ‘morbidamente’ da un’emozione ad un’altra e per assaporare le esperienze fino in fondo.

Il riposo è anche il tempo rigenerante che ci permette di cucire interiormente in un filo di senso le esperienze che facciamo.

Poiché è necessario per il benessere autentico, lo dobbiamo scegliere e tutelare.

Il tempo libero ha delle assonanze con l’arte: richiede preparazione, disponibilità interiore, pazienza e apertura. Ognuno lo vive a suo modo, con la propria sensibilità e trova beneficio da esperienze che magari non sarebbero riposanti per altri. È importante quindi riuscire a riconoscere che cosa ci riposa realmente e nel profondo.

Riposare non significa semplicemente fermarsi, ma entrare in una qualità del tempo diverso dove sia possibile anche un riposo emotivo, che spesso è il più misconosciuto e difficile da raggiungere. Il riposo emotivo è quello stato benefico di assenza di tensioni, di libertà dal giudizio, di svincolo dalle aspettative e di lieve fluttuazione dentro di sé con la clemenza di guardare con sguardo rappacificato e rappacificante ciò che siamo e ciò che ci sta succedendo. È una specie di stato di grazia che non è scontato trovare ogni volta che lo desideriamo, né pretenderlo ma è un beneficio più prezioso ancora rispetto al riposo fisico e mentale. A volte lo troviamo stando soli in contatto con noi stessi e permettendo alla nostra autenticità di emergere in tutta la sua potenza e peculiarità, altre volte godendo di un dialogo intenso e profondo con chi sa sintonizzarsi con il nostro sentire, altre volte ritagliandoci uno spazio creativo per colorare, cantare suonare o scrivere, altre ancora lasciando che la nostra anima trovi sollievo nella preghiera e nella contemplazione di qualcosa che dilata il nostro respiro.

È riposo se non sottrae energia, ma la moltiplica, se non schiaccia nel vuoto ma libra in pensieri nuovi, se non confonde ma amplia la chiarezza mentale. Anche le pause brevi sono importanti e persino l’insonnia, se vissuta con leggerezza, può diventare un tempo nostro per creare relax. L’essenziale è riconoscere quando il corpo e la mente stanno chiedendo spazio e trovare il modo e la forma per consentirlo.

Riposo Tempo Libero lentezza mind wondering anna maria foli l'arte di riposare