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Giovanna Tealdi e l’emancipazione femminile in provincia

Parlamentare per due legislature, ruoli dirigenziali in Coldiretti, fondatrice dell’agenzia Venus Viaggi, ma soprattutto precorritrice delle quote rosa e dell’emancipazione femminile in vari settori della vita politica e sociale cuneese

Claudia Cucco 26 settembre 2026

Cuneo

È stata precorritrice delle quote rosa e dell’emancipazione femminile in vari settori della vita politica e sociale cuneese: Giovanna Tealdi (classe 1942) vanta un curriculum che la dice lunga sulle sue capacità e sull’impegno civico. Nota in provincia come ex parlamentare Dc per due legislature (dal 1987 al 1994), è stata funzionaria della Coldiretti, consigliera della Banca d’Italia con funzioni di censore presso la sede di Cuneo, presidente provinciale cuneese del consiglio del Centro Italiano Femminile, membro del consiglio generale della fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e dal 2011 del suo Cda, fino al 2016 e presidente dell’associazione Donne per la Granda. Sono le principali cariche pubbliche ricoperte oltre a quella di direttore tecnico e commerciale dell’agenzia Venus Viaggi, che l’ha resa popolare a molti cuneesi.

Tutto ciò non le ha impedito di dedicarsi alla famiglia, grazie al supporto del marito Domenico e della cognata, zia Paola, (sorella di Domenico), adorabile “vice mamma” per i suoi tre figli.

Nata a Mondovì da una famiglia di ristoratori, così racconta gli esordi e le grandi soddisfazioni che la vita le ha regalato: “Nacqui in piena guerra, prima di 4 figli, 2 maschi e 2 femmine; vivevamo a Sant’Anna Avagnina, dove i nostri genitori avevano la trattoria e il contiguo negozietto di generi alimentari. Siamo, quindi, cresciuti in mezzo alla gente. Dopo il diploma di ragioniera, nel ‘60 fui assunta alla sezione monregalese della Coldiretti e, 4 anni dopo, trasferita nella sede di Cuneo, dove rimasi per l’intera carriera.


La Coldiretti e le donne

La sede cuneese, che ospitava la direzione generale, era in via Monte Zovetto 18 e contava una dozzina di dipendenti dediti principalmente a mansioni di patronato per gli iscritti. Mi fu assegnato il compito di promuovere azioni volte al coinvolgimento delle donne, che nel mondo contadino sono state tradizionalmente grandi lavoratrici. Iniziò così, grazie all’aiuto di preziosi collaboratori, l’opera di emancipazione femminile in tutta la provincia. Organizzammo corsi volti a promuovere l’autonomia della donna all’interno della famiglia e della società. Le esigenze erano tantissime, dalle nozioni che permettevano di tenere la contabilità e la corrispondenza alle aziende di mariti e figli, a competenze tecniche sulla floricoltura e sulle innovazioni agrarie. Le lezioni si tenevano nel tardo pomeriggio o in prima serata e ogni anno gli argomenti variavano almeno in parte. Il seguito fu strepitoso e le richieste sempre maggiori: se inizialmente le frequentatrici erano interessate ad imparare a utilizzare la macchina da scrivere e comporre semplici lettere commerciali, man mano iniziarono a chiedere lezioni di galateo e promozione di eventi, utili negli scambi delle loro aziende, che sul territorio cuneese erano in espansione. Erano anni in cui si organizzavano ancora ricevimenti e feste in cascina, per esempio in occasione di matrimoni, prime comunioni e cresime e l’idea di fare bella figura era allettante.

Fu proprio Coldiretti a creare i “Club 3P - Provare, Produrre, Progredire” - con lo scopo di diffondere l’innovazione tecnica, la formazione professionale e la cooperazione tra agricoltori.


Voglia di crescere

Fu un onore e un piacere organizzare la formazione, contattando ogni anno docenti delle varie discipline e, in alcuni casi, tenni io stessa lezioni su argomenti affini alla mia formazione di ragioniera. I corsi erano finanziati dall’allora Ministero del Lavoro e della previdenza sociale, ma ciò comportava un lavoro burocratico di richiesta e rendicontazione di non poco conto, in cui mi specializzai. Furono anni di fermento e grande apertura, in cui emersero chiaramente il valore e l’importanza del contributo femminile nell’economia agricola cuneese e italiana. Le donne si dimostrarono molto sensibili a temi come l’assistenza mutualistica e la contribuzione pensionistica. Non va dimenticato che fino al 1978 non esisteva il Sistema sanitario nazionale e la categoria dei coltivatori non aveva accesso alla tutela sanitaria gratuita per l’intera famiglia. Furono proprio le donne e le ragazze a cogliere l’importanza dell’iscrizione alla Cassa mutua malattia per i coltivatori diretti, che garantiva assistenza medica, chirurgica e farmaceutica ai lavoratori autonomi della terra e ai loro familiari.



Lavoratrice e madre

Anche in seguito a questi successi diventai dirigente nazionale in Coldiretti, incarico che comportò un enorme cambiamento nella mia vita: i viaggi a Roma in treno erano all’ordine del giorno e le incombenze sempre maggiori. Fu una crescita personale enorme! Nel ’66 sposai Domenico Cappellino e pochi anni dopo nacquero Davide e poi i gemelli Debora e Daniele. La famiglia non fu mai un ostacolo per me, ma un forte supporto. L’apertura mentale di mio marito, che mi ha sempre incoraggiata e sostenuta fu fondamentale. Fisico alla Fiat, aveva grande stima delle donne dal punto di vista professionale e personale e, contrariamente a molti uomini, non ha mai avuto l’idea della donna regina del focolare. Come me, credeva nella parità e nel profondo rispetto all’interno della coppia e gioiva orgoglioso dei miei successi. Purtroppo, non è più tra noi dal 2009 e il vuoto che ha lasciato è incolmabile; mi rendo conto della fortuna che ho avuto nell’averlo al mio fianco come compagno di vita e padre dei miei figli. Un altro dono del destino fu avere in casa mia cognata, sorella di Domenico, per tutti zia Paola. Visse sempre con noi e fu una seconda mamma per i nostri figli.

Queste circostanze mi permisero di non dover mai scegliere tra famiglia e lavoro/carriera, ma di conciliare le due cose, entrambe importanti nella mia vita.


I viaggi

Nell’ambito della Coldiretti, che nel frattempo si trasferì in corso Giolitti 21, le mie competenze continuarono a crescere, fui più volte eletta delegata provinciale delle Donne Rurali. Lanciammo le prime iniziative extra lavorative: ogni anno si organizzavano, per esempio, eventi per celebrare l’8 marzo e si crearono spontaneamente momenti conviviali. Cominciammo ad organizzare le cene di fine corso per gli eventi formativi e le gite, inizialmente a tema: visita ad aziende agricole d’avanguardia nel nord Italia, fiere e mostre agrarie o floreali. Alcune gite si svolgevano in giornata, altre nei fine settimana. Ogni anno proponevamo la fiera dei cavalli a Verona, il Lago d’Orta, il Lago Maggiore e quello di Garda, le gite in Liguria, che all’inizio per molti rappresentavano la prima volta che si vedeva il mare! Partecipavano famiglie, ma anche donne e ragazze, allieve dei nostri corsi. Il clima era semplice e familiare, occasione per intessere amicizie anche durature. Organizzammo numerosi viaggi alla Fiat, che apriva le porte per mostrare catene di montaggio e processi lavorativi, all’epoca all’avanguardia. Nelle gite vi era sempre uno sfondo istruttivo, abbinato al piacere di trascorrere una giornata fuori porta in compagnia.


La Venus Viaggi

La naturale conseguenza del successo di queste esperienze portò, nel ’78, alla nascita, nell’ambito di Coldiretti della Venus Viaggi, inizialmente in corso Giolitti e poi storicamente in piazza Europa fino al 2014. La gestii direttamente, con un gruppo di collaboratori meravigliosi. Fu un’esperienza unica, in cui coinvolsi l’intera mia famiglia sia nella partecipazione ai viaggi, che, come accompagnatori. Unimmo l’utile al dilettevole e viaggiammo tantissimo, trascorrendo insieme bei momenti di vacanza. Fu molto stimolante scoprire il mondo del tour operator, in anni in cui non ci si affidava a internet: occorreva creare contatti diretti con alberghi, ristoranti e guide locali, organizzare e prenotare gli spostamenti con mezzi pubblici e privati. Lo ricordo come un periodo ricchissimo di novità e soddisfazioni.

Una gita che mi è rimasta nel cuore e mi ha profondamente emozionata fu quella delle donne di Quarzina, frazione di Ormea. Dalle loro case a 1.300 m circa, vedevano il mare, ma non ci erano mai state; grazie all’iniziativa di don Paschetta, parroco di Ponte di Nava, si iscrissero ad una nostra escursione. Raggiunsero a piedi Ponte di Nava, dove il pullman le accolse: fu una gioia vedere nei loro occhi la meraviglia nel lambire l’acqua marina. Ripetemmo la gita e l’atmosfera fu sempre la stessa.



L’esperienza parlamentare

Dal 1987 al ’92 ebbi la fortuna di essere eletta deputato per la X e XI legislatura, partecipando a varie commissioni in materia di lavoro e previdenza sociale. Anche questa occasione fu ricca di soddisfazioni. Iniziai a militare nella Democrazia Cristiana nel ’58, all’età di 16 anni: raggiungevo la sede monregalese in bicicletta, speranzosa di migliorare le condizioni femminili e delle campagne, ma mai avrei immaginato di raggiungere un simile traguardo. L’impegno profuso in Coldiretti e la conseguente popolarità furono il grimaldello per un’esperienza politica di tale portata. Dovetti affrontare sacrifici personali, a partire dalla necessità di soggiornare a Roma 3 o 4 giorni a settimana in un momento in cui i miei figli erano adolescenti, ma ne valse la pena. Non ero attratta dalla visibilità, ma dai risultati e con orgoglio posso dire di aver contribuito ai lavori della legge, approvata nell’88, che ha sancito diritti e indennità di maternità per le lavoratrici autonome artigiane, commercianti e coltivatrici.

Non conobbi l’astio dovuto allo schieramento politico, ma sperimentai piuttosto tanta collaborazione nell’intento di raggiungere gli obiettivi, pur tenendo conto di varie sfaccettature ideologiche. Sono rimasta sempre fedele ad un’ispirazione di centro, ma soprattutto ho costantemente considerato il partito come mezzo, che mi ha permesso di lavorare per la gente.


Solidarietà femminile

Fui affascinata dal carisma di Nilde Iotti, presidente della Camera, semplice e gentile, ma autorevole. Anche con Livia Turco, con cui condividevo la provenienza geografica, nacque una bella amicizia, nonostante non avessimo la stessa appartenenza politica. Erano anni in cui le donne in politica erano numericamente molto inferiori rispetto agli uomini e forse per questo vi era una naturale solidarietà che univa. Ho avuto il privilegio di conoscere e collaborare con donne come Tina Anselmi, Silvia Costa e Rosa Russo Iervolino. Eravamo poche, ma considerate e rispettate dai colleghi uomini, di cui ricordo la compostezza e l’educazione tipica di quegli anni.

Dopo l’esperienza alla Camera gli incarichi in provincia e non solo, piovvero. Ho cercato di mettere a disposizione quanto imparato e maturato, costruendo legami solidi e ottenendo grandi soddisfazioni.


Donne e futuro

Ho sempre spinto le donne ad osare e non farsi frenare da ostacoli di natura materiale o astratta, cercando di perseguire i propri obiettivi. Sono felice di constatare quante più opportunità al femminile ci siano oggi rispetto ad allora. Il segreto del successo è credere in ciò che si fa e collaborare in squadra, per potenziare la forza del singolo. Inoltre, credo sia importante non abbandonare anche piccoli obiettivi, perché, come disse Madre Teresa di Calcutta: quello che facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma l’oceano senza quella goccia sarebbe più piccolo.

Sono profondamente credente e la vita mi ha dimostrato che solo grazie ad un disegno divino ho potuto realizzare tutto ciò che è stato: mio marito, zia Paola, i miei superiori e i collaboratori, se non mi fossero stati mandati dal Cielo, nulla si sarebbe compiuto. Sono profondamente grata e riconoscente ai miei figli - due ingegneri e una professoressa - e ai miei 5 nipoti, che tuttora mi spronano a mantenere l’impegno in tante iniziative”.

Tra i molti incarichi che ancora ricopre in associazioni e organismi, Giovanna Tealdi è tuttora presidente onoraria di Donne per la Granda, l’associazione tutta al femminile da lei fondata nel 2010 (oggi presieduta dalla figlia Debora), che conta oltre 400 socie accomunate dal desiderio di contribuire alla crescita del territorio e del welfare della nostra provincia.

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