Intimidazioni per la sua azione di contrasto allo sfruttamento lavorativo e alla criminalità: in questi giorni don Domenico Degiorgis, direttore della Caritas di Alba, è stato minacciato da "caporali" del settore agricolo, dopo le sue decise prese di posizione pubbliche contro il fenomeno, che tocca da vicino il mondo del vino, tanto più in queste settimane di vendemmia. Don Degiorgis, per tutti "don Dodo", è responsabile del centro di prima accoglienza albese, è da tempo in prima linea nella lotta allo sfruttamento dei braccianti immigrati. Tramite volontari e collaboratori della Caritas, gli sarebbe stato intimato di smetterla con interviste a giornali e televisioni: il sacerdote ha subito presentato denuncia ai Carabinieri.
A lui sono giunti messaggi di solidarietà dalle istituzioni e dai sindacati: per la Cgil e per il sindaco di Alba Alberto Gatto "un fatto estremamente grave che non va sottovalutato". Dalla segreteria provinciale di Azione, una forte vicinanza: "Chi ogni giorno si mette al servizio dei più fragili, chi sceglie di dare voce a chi voce non ha, non può e non deve essere lasciato solo. Le intimidazioni subite da don Dodo sono un attacco a un intero territorio: a chi crede che il lavoro debba essere dignitoso, che l'accoglienza sia un dovere prima ancora che una scelta, e che tacere davanti allo sfruttamento non sia mai un'opzione. Il suo appello merita una risposta concreta, non solo parole. Il peso dell'accoglienza e della tutela dei lavoratori stagionali non può ricadere solo sulla Caritas e sui suoi volontari: serve un impegno reale e condiviso da parte di tutte le istituzioni, del mondo produttivo e dell'intera comunità, perché le colline patrimonio Unesco che tutto il mondo ci invidia non possano mai diventare terreno di sfruttamento e di silenzio".