La Terapia Intensiva Neonatale (Tin) dell’Azienda ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo ha festeggiato oggi, giovedì 24 settembre, i 25 anni di attività con un eventio che ha riunito, nel salone di rappresentanza del nosocomio cittadino alcuni dei protagonisti della sua storia: professionisti, volontari e genitori.
La Tin cuneese nasce nel 2001, su iniziativa dell’allora direttore generale Fulvio Moirano, che ha trasformato l’ospedale del capoluogo in un hub: "Avevamo molte specialità, che però si trovavano anche in altri ospedali, bisognava andare oltre. Non esisteva il trasporto assistito e la sua attivazione fu un’esperienza molto importante" - racconta.
Per avviare la nuova struttura Moirano chiamò Sergio Demarini, che vi rimase due anni e vi lavorò con entusiasmo: "Ho trascorso qui i migliori anni della mia vita professionale - dichiara -. Mi paragono al tedoforo che è un portatore di speranza: abbiamo attivato il trasporto neonatale in emergenza che in Piemonte non c’era ancora e ci siamo formati nella gestione dell’ipotermia cerebrale, unici in Italia insieme alla Mangiagalli di Milano. Non tutto è stato fatto, ad esempio l’istituzione di un registro unico dei neonati del Piemonte, che sarebbe stato utile".
Paolo Gancia ha formato la prima équipe dedicata nella Tin, che ha messo radici ed è cresciuta: "Al mio arrivo - spiega - c’era una situazione minimalista, bisognava a poco a poco implementare l’attività e il personale. Abbiamo attivato convenzioni con Alba, Bra e Pinerolo per la gestione dei trasporti e aderito a uno studio clinico controllato sull’ipotermia cerebrale, rafforzando i legami con la rete. Inoltre, ci si è concentrati sul sostegno alle famiglie, perché il bambino ne traeva esso stesso vantaggi".
Un’attenzione che crebbe nel tempo, con un’importate attività di umanizzazione. Lo ricordano le infermiere pediatriche Antonella Nallino e Giovanna Vallarino: "All’inizio gli orari di visita erano limitati, i neonati erano chiusi in incubatrice; in qualche modo si scoraggiavano i contatti. Il cambiamento arrivò anche tra ansie e paure, ma portò grandi soddisfazioni. L’orario fu ampliato e oggi i genitori possono stare accanto al piccolo 24 ore al giorno, dopo la stabilizzazione si promuove la marsupio-terapia, si fa l’allattamento con latte materno e donato e si incentiva l’allattamento al seno". Importanti passi avanti, fino alla family room e al supporto psicologico.
Un processo al quale hanno contribuito le associazioni. “Voglia di crescere” ha compiuto vent’anni e ha al suo attivo oltre 600 mila euro di donazioni alla Tin; la prima ambulanza è stata donata da loro, le seconda, super tecnologica, è in arrivo a giorni. Daniela Ferrero è presidente del sodalizio: "Siamo in pochi, ma l’impegno è forte. Siamo di supporto per garantire tecnologie, ma anche interventi di umanizzazione: lo psicologo, la casa delle mamme per chi non è residente". Così anche "Cuore di maglia": la presidente Laura Giordano si dice lieta di far parte di questa comunità, “Anche soltanto con un filo di lana riusciamo a trasmettere segni di speranza e di solidarietà ai genitori". Poi arriva Fondazione Ospedale Cuneo con il progetto di musicoterapia, come ricorda il direttore Massimo Silumbra, insieme a numerosi altri interventi conclusi o in corso, per l’innovazione tecnologica e l’umanizzazione degli ospedali Santa Croce e Carle.
Chi passa di qui, negli anni sente la necessità di tornare per salutare, ringraziare. in qualche modo si sente a casa. Come ricorda il campione paralimpico Diego Colombari, che ha donato al reparto la medaglia d’oro conseguita per un record del mondo. O la coordinatrice Michela Roccia, che ha conosciuto il Servizio quando era infermiera di pronto soccorso. "La parola che mi porto dentro - dice - è affidare. Si fa fatica, ma si ha la certezza che i propri figli siano in mani competenti e amorevoli, tra tecnologie, professionalità e gesti che non si possono misurare.”
L’attuale direttore della Tin, Andrea Sannia, ricorda l’attivazione del trasporto neonatale, nel 2001: il primo STEN svolto da neonatologi in Piemonte, il secondo ad essere attivato nella regione.
In 25 anni sono stati percorsi 340 mila chilometri da due ambulanze su un territorio di 8.253 chilometri quadrati (un bacino con circa 4.300 nuovi nati nell’ultimo anno), trasportando circa 3 mila neonati. Negli ultimi 20 anni i passaggi in Tin sono stati 8.500 (414 in media ogni anno), di cui 3.050 prematuri (in media 150 all'anno).
Prima della chiusura del convegno è intervenuto l’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi: "Negli ultimi anni la scienza ha fatto passi da gigante, c’è stato un calo significativo della natalità, ma la mortalità a due anni è crollata. Abbiamo lavorato per garantire la sicurezza dei punti nascita chiudendo quelli ritenuti a rischio, pur tra contestazioni. Tuttavia dobbiamo guardare avanti, combattere velleità e disinformazione e garantire centri di eccellenza".
Adriano Spada, fondatore della Pediatria di Cuneo, nel 1961, ha chiuso la mattinata raccontando anche aneddoti curiosi.
“Oggi - ha concluso - il direttore generale dell’Azienda ospedaliera Franco Ripa - abbiamo assistito a un’analisi non solo simbolica, ma radicata nei fatti, esempio di inclusività con le diverse realtà del territorio. Si è delineato il futuro di questa disciplina, ma anche del Santa Croce, Azienda Hub inserita nella rete regionale. Quello di oggi è un punto di arrivo, ma nel contempo un punto di partenza virtuoso”.




