cronaca

Accusa falsa contro il marito e fuga con le figlie: una donna a processo per sottrazione di minori

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Dalla guerra civile in Sudan alla rinascita lavorativa nel Cuneese: dopo dieci anni l'uomo riabbraccia la famiglia, ma la moglie inventa maltrattamenti per scappare all'estero con le bambine

Camilla Pallavicino 23 settembre 2026

Cuneo

Scappato dal Sudan per non dover combattere nella guerra civile, era entrato in Italia con un visto da rifugiato politico.

A Cuneo aveva trovato un buon lavoro in un’azienda agricola, si era sistemato e, dopo dieci anni di attesa, aveva finalmente avuto la possibilità di ricongiungersi alla moglie e le due figlie rimaste in patria.

Aveva subito iscritto le bambine a scuola e nell’estate del 2023 anche alle attività estive della piccola frazione dove abitavano, nella speranza che anche loro imparassero subito la lingua e si inserissero al meglio nella comunità che lo aveva accolto anni prima.

Un desiderio di integrazione osteggiato però dalla moglie che da subito manifestò una forte ritrosia a qualsiasi tipo di attività di socializzazione per le figlie.

Il 25 agosto la donna uscì di casa mentre il marito era al lavoro e non fece più ritorno; si era recata dai carabinieri a denunciare il marito per maltrattamenti ed era stata inserita in una casa protetta da cui poi si allontanò nel 2024 con il pretesto di una visita a dei parenti in Svizzera.

L’accusa di maltrattamenti era però falsa e totalmente inventata dalla donna, S.H.A.M. - ora a processo per sottrazione di minore - che venne poi rintracciata in Germania.

La sua destinazione finale in realtà era la Svezia dove forse l’attendeva qualcuno: sui telefoni delle figlie aveva infatti scaricato un’applicazione per imparare lo svedese.

Le accuse di maltrattamenti nei confronti dell’uomo caddero e ora il padre delle bambine si è costituito in giudizio nel processo per sottrazione di minori a carico della donna.

“È un dipendente modello - ha detto di lui in udienza titolare dell’azienda che lo assunse nel 2020 - aveva tantissima voglia di inserirsi, iniziare una nuova vita. Era felice di offrire alle figlie l’opportunità di vivere in un contesto di stabilità, mentre la moglie era molto oppositiva, non voleva che le figlie andassero a scuola o frequentassero l’estate ragazzi”.

Gli ultimi testi verranno ascoltati l’11 gennaio prima della discussione e della sentenza.